Le reti ai raggi X – dentro la notizia

Il successo del risparmio gestito lascia qualche ombra. L’infografica del Sole 24 Ore mostra una forte crescita degli obbligazionari (da parte degli sportelli) a differenza delle reti. Si tratta di consulenza o mera vendita di soluzioni per sopperire ai minor introiti per commissioni? 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Les Miserables

Le incoerenze mostrano ancora una volta quanto sia indispensabile il ruolo del consulente anche per la pianificazione finanziaria. Siamo di fronte a uno scenario che mostra le inerzie del passato (sicurezza ottenuta con i titoli pubblici e le obbligazioni), ma prospetta anche punti di svolta (pensioni pubbliche insufficienti). In Italia siamo messi peggio che in altri paesi perché ormai ci si rende conto che le pensioni saranno basse, ma, al contempo, c’è poca previdenza integrativa, e i risparmi non sono ben bilanciati. In effetti, il primo fattore da prendere in considerazione, in relazione al futuro e alla sicurezza dei cittadini, è la perniciosa concentrazione dei risparmi su poche possibilità (per questo meccanismo, cfr. Legrenzi, 2015, in corso di stampa). Gli italiani, alla fine  del 2014, nel loro complesso, hanno immobili che valgono poco più di quattromila miliardi. La stima è poco accurata e i valori sono stimati in discesa fino al 2017 da Nomisma e dalla Federazione degli agenti immobiliari professionali (Corriere della Sera, 24-02-2015, p. 36). Malgrado la ricchezza cumulata in passato, le prospettive del paese non sono buone (cfr. Economst, 28/02-6/03-2105, pp. 25-6). Il seguente grafico mostra come l’Italia, sulla base di un complesso di indicatori che ruotano intorno alla crescita nazionale e alle possibilità future di risparmio, non sia messa proprio bene.
Fonte: I Soldi in testa – Prof. Legrenzi

Breviario anti panico

Durante il lungo calo del mercato delle compravendite e del valore degli immobili, che dura ormai da tre lustri, la maggior parte di coloro che possedevano più di un immobile non si è preoccupata del calo di valore di quegli immobili che pensava come investimento (e non come servizio). Di conseguenza, quando alcuni dei proprietari di questi immobili hanno deciso di vendere sono rimasti sorpresi, o meglio delusi, in quanto non si erano accorti del calo di valore. Ulteriore conseguenza: i tempi di attesa sono cresciuti oltre misura (cfr. sempre i dati del sondaggio pubblicati dal Sole, 16 marzo, 2015). Alla fine, alcuni di costoro sono riusciti a vendere. Purtroppo il valore ottenuto è stato spesso deludente rispetto alle attese (più della metà delle vendite desiderate non avviene di fatto “perché le proposte di acquisto sono a prezzi troppo bassi per il venditore”). Questa delusione si è lentamente diffusa diventando senso comune, e oramai da quasi un anno gli immobili non sono più considerati il canale “principe” su cui convogliare i risparmi (complici anche le tasse, che sono cresciute).  Ecco un esercizio semplice e convincente per mostrare che anche nel campo dei risparmi, come in quello delle malattie e dei trasporti, il pericolo oggettivo per i portafogli non corrisponde alle paure soggettive dei risparmiatori. E dato che le paure sono una potente spinta alla decisione e all’azione, la conclusione è che bisogna rivolgersi a un esperto.

Fonte: I Soldi in Testa – Prof. Legrenzi.

When will rates rise?

A previsioni diverse, conseguenze e scelte diverse. E anche delle sorprese.  Molti pensavano che il costo del denaro molto basso, e il forte e continuo calo dei rendimenti dei titoli di stato, avrebbe potuto aiutare i consumi. Purtroppo ciò non avviene dove la popolazione invecchia, e questo non si verifica solo in Italia.
Quando si è vecchi si ha paura più spesso di quando si è giovani perché si ricordano più pericoli, veri o presunti. Una recente analisi dei pensionati sudcoreani mostra che le emozioni funzionano nello stesso modo in paesi molto lontani. La paura attraversa le culture. I vecchi pensionati sudcoreani, come molti pensionati italiani, dichiarano di non essere stati capaci di sfruttare il lungo rialzo delle borse perché queste fanno loro paura. Temono troppo gli alti e i bassi. Ora, avendo tutti i risparmi in titoli a reddito fisso o in depositi bancari hanno visto ridursi progressivamente le loro rendite e, di conseguenza, hanno condotto una vita sempre più frugale. Le statistiche aggregate sui consumi mostrano proprio il fenomeno nel suo complesso (cfr. tabella con i dati del Ministero del Lavoro sudcoreano). 
Fonte: I Soldi in Testa – prof. Legrenzi.

Finanza comportamentale – un esempio


La tabella riportata mostra come oggi i titoli considerati più sicuri, cioè i titoli di stato doppia AA (britannici e statunitensi) e quelli tedeschi (tripla AAA) diano appunto un senso di sicurezza perché sono stabili, e ci renderanno molto probabilmente il capitale prestato, appunto perché sono AA o AAA. E tuttavia quelli tedeschi, i più sicuri, hanno un difetto impensabile fino a poco tempo fa: non rendono nulla. Quindi siamo costretti a scambiare sicurezza e stabilità con rendimenti nulli. Anche quelli italiani, diffusi tra i nostri risparmiatori, pur essendo più rischiosi (tripla BBB), offrono cedole risibili rispetto a quelle di un tempo, nel lungo trentennio della progressiva discesa dei tassi. Non tutti i risparmiatori sono disposti a questo scambio anche perché per decenni si è contato sulla regolarità di cospicue cedole per integrare il reddito. La paura, e il conseguente desiderio di sicurezza, si accompagnano oggi a rendimenti che sono quasi nulli e talvolta sono negativi: questi titoli sono diventati molto costosi pur di approdare alla sicurezza. E tuttavia basta che i tassi salgano un po’ e questi titoli scenderanno: questo è quello che in inglese si chiama “negative skew”, una possibile deviazione di valore verso il basso, assai più probabile di un ulteriore rincaro. Tutto ciò è pericoloso e gli inglesi paragonano il “negative skew” al “chinarsi a raccogliere le monetine di fronte a uno schiacciasassi che avanza” (Economist, Buttonwood, Skewiff, 21 marzo 2015). Se scenderanno di valore, si dovrà tenerli fino alla scadenza e accontentarsi nel frattempo di rendimenti bassissimi. Ma le scadenze possono essere lontane. E così questa parte dei portafogli si comporterà, sebbene per motivi diversi, in modo simile ai nostri investimenti immobiliari.  La paura è soggettiva e temporanea, ma i pericoli che da essa discendono sono concreti e duraturi!

Fonte: I Soldi in Testa – Prof. Legrenzi

L’effetto dei rimborsi anticipati sulla propria posizione pensionistica

L’infografica, tratta dalla Guida alla Pensione di JPMorgan AM, mostra gli effetti dei prelievi effettuati sulla propria posizione pensionistica. L’esempio viene effettuato sulla 401K, così viene chiamata negli States la previdenza (i piani 401 (k) prendono il nome dal numero della legge che li ha istituiti). I risparmi per la pensione non devono essere considerati un fondo di riserva per le emergenze; i prelievi anticipati possono influire in maniera consistente sul montante finale.