Les Miserables

Le incoerenze mostrano ancora una volta quanto sia indispensabile il ruolo del consulente anche per la pianificazione finanziaria. Siamo di fronte a uno scenario che mostra le inerzie del passato (sicurezza ottenuta con i titoli pubblici e le obbligazioni), ma prospetta anche punti di svolta (pensioni pubbliche insufficienti). In Italia siamo messi peggio che in altri paesi perché ormai ci si rende conto che le pensioni saranno basse, ma, al contempo, c’è poca previdenza integrativa, e i risparmi non sono ben bilanciati. In effetti, il primo fattore da prendere in considerazione, in relazione al futuro e alla sicurezza dei cittadini, è la perniciosa concentrazione dei risparmi su poche possibilità (per questo meccanismo, cfr. Legrenzi, 2015, in corso di stampa). Gli italiani, alla fine  del 2014, nel loro complesso, hanno immobili che valgono poco più di quattromila miliardi. La stima è poco accurata e i valori sono stimati in discesa fino al 2017 da Nomisma e dalla Federazione degli agenti immobiliari professionali (Corriere della Sera, 24-02-2015, p. 36). Malgrado la ricchezza cumulata in passato, le prospettive del paese non sono buone (cfr. Economst, 28/02-6/03-2105, pp. 25-6). Il seguente grafico mostra come l’Italia, sulla base di un complesso di indicatori che ruotano intorno alla crescita nazionale e alle possibilità future di risparmio, non sia messa proprio bene.
Fonte: I Soldi in testa – Prof. Legrenzi