Breviario anti panico

Durante il lungo calo del mercato delle compravendite e del valore degli immobili, che dura ormai da tre lustri, la maggior parte di coloro che possedevano più di un immobile non si è preoccupata del calo di valore di quegli immobili che pensava come investimento (e non come servizio). Di conseguenza, quando alcuni dei proprietari di questi immobili hanno deciso di vendere sono rimasti sorpresi, o meglio delusi, in quanto non si erano accorti del calo di valore. Ulteriore conseguenza: i tempi di attesa sono cresciuti oltre misura (cfr. sempre i dati del sondaggio pubblicati dal Sole, 16 marzo, 2015). Alla fine, alcuni di costoro sono riusciti a vendere. Purtroppo il valore ottenuto è stato spesso deludente rispetto alle attese (più della metà delle vendite desiderate non avviene di fatto “perché le proposte di acquisto sono a prezzi troppo bassi per il venditore”). Questa delusione si è lentamente diffusa diventando senso comune, e oramai da quasi un anno gli immobili non sono più considerati il canale “principe” su cui convogliare i risparmi (complici anche le tasse, che sono cresciute).  Ecco un esercizio semplice e convincente per mostrare che anche nel campo dei risparmi, come in quello delle malattie e dei trasporti, il pericolo oggettivo per i portafogli non corrisponde alle paure soggettive dei risparmiatori. E dato che le paure sono una potente spinta alla decisione e all’azione, la conclusione è che bisogna rivolgersi a un esperto.

Fonte: I Soldi in Testa – Prof. Legrenzi.