L’influenza del cambio sugli investimenti
A fronte delle varie discussioni, peraltro difficili sull’andamento dei cambi, provo a fare alcune considerazioni.
Prendo in considerazione un fondo molto conosciuto ed un gestore molto considerato; si tratta del Pimco total return bond gestito da Bill Gross.
Nei giorni scorsi parlavo con un gestore e sottolineava l’aspetto di evitare di prendere più rischi sullo stesso investimento; in pratica se investo su obbligazioni evito di avere il rischio del cambio.
Ed effettivamente questa affermazione si sposa con l’andamento della sicav in questione presa in esame.
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Azioni da rottamare?
Che cosa significa “short” in finanza
Dopo la pubblicazione del mio post di ieri con il titolo “etf short” ho ricevuto un paio di quesiti.
Che cosa significa comperare un etf short?
In finanza “andare corti – short” vuol dire essere ribassisti.
Per l’appunto il mio cliente credeva nel ribasso dei mercati dal maggio del 2009; cosa che non si è verificata.
Oggi l’S&P 500 è oltre 1300 punti; nel momento dell’acquisto era al di sotto dei 900 punti indice.
Ciò significa una “virtuale” consistente perdita.
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etf short
Questa settimana ho discusso con un cliente su alcune sue scelte effettuate per l’acquisto di etf short.
Ha effettuato degli acquisti sull’indice S&P500 ancora nel maggio 2009, contro le mie indicazioni, e, oltretutto, per somme non certo modeste.
Il cliente è molto preciso e attento lettore di giornali finanziari; uno dei pochi investitori che si informa.
Ma veniamo al dunque; la domanda che mi rivolge è cosa poter fare per ridurre le perdite.
Preciso che non ho la bacchetta magica, non sono un guru e, fare previsioni è difficile per tutti.
Non entro nel merito di come abbiamo approcciato la questione, per risolverla, ma vorrei evidenziare alcune riflessioni::
– investire non è un gioco ed è sempre più difficile fare delle scelte opportune per chi fa consulenza;
– tanto più per chi, anche se esperto, non ha una conoscenza approfondita degli strumenti e dei mercati;
– inoltre, se parliamo di etica, trasparenza, fiducia, qualche volta dovrebbe esserci anche da parte di chi investe, alla ricerca solo …… di rendimenti .
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etf e gestione passiva
Questa settimana ho avuto modo di discutere con un cliente sugli etf e la gestione passiva.
Sono diventati ormai uno strumento molto diffuso ma anche poco conosciuto.
L’aspetto che il cliente sottolineava erano i costi molto più bassi rispetto ad un qualsiasi fondo o sicav.
Purtroppo, sempre più spesso le soluzioni d’investimento vengono giudicate per il loro costo; i più avveduti parlano di T.E.R..
Mi viene spontaneo dire: è proprio vero che gli etf sono più efficienti e meno costosi?
A mio avviso gli etf non sono più efficienti e, forse, andrebbero mixati nella giusta dimensione con fondi e sicav.
Anche in questi momenti turbolenti, dopo gli eventi del giappone, questi strumenti, appunto a gestione passiva, sono stati molto di più in balia delle turbolenze degli indici.
Per quanto concerne i costi, pochi sanno che in tutte le transazioni di acquisto o vendita c’è uno spread tra denaro e lettera. Inoltre, pochi sanno come avviene esattamente la tassazione delle plusvalenze.
Spinto dai media il cliente cerca il fai-da-te ma spesso non ha le conoscenze, gli strumenti e le capacità per scegliere tra tutti gli strumenti presenti sul mercato ed operare in maniera corretta per costruire una asset allocation.
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Italia – punti salienti sulle pensioni – indagine Ocse
Giappone – alcune considerazioni sui tragici eventi
CCT EU – Che cosa sono?
Da alcuni mesi sono quotati dei titoli a tasso variabile denominati CCTEU.
I clienti più attenti chiedono informazioni in merito. Che cosa sono i CCTEU?
I nuovi Cct sono titoli obbligazionari legati all’andamento dell’euribor a 6 mesi. Queste obbligazioni ultime arrivate avranno un aplomb più europeo e, a rigor di logica, quotazioni più stabili.
I vecchi Cct, invece, hanno la cedola anch’essa variabile ma legata all’andamento dei Bot semestrali più uno spread.
Viene spontaneo chiedersi: meglio i nuovi o i vecchi?
Anche se mi è capitato di leggere pareri fortemente discordanti in merito è difficile dare una risposta.
I nuovi, sicuramente, sono legati ad un indice molto trasparente che per questo motivo li fa privilegiare e non risulta legato a nessuna asta (Bot) ma all’andamento dell’euribor per l’appunto.
Una attenzione dovrà essere presa nei confronti di quelle obbligazioni aziendali che prevedono una revisione trimestrale e, quindi, più flessibili alle variazioni dei tassi, in particolare, in questo momento di rialzo dei tassi.
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Ancora sulla tassazione dei fondi comuni
Nel testo definito “Milleproroghe” è compresa la riforma del regime di tassazione dei fondi comuni dal maturato al realizzato.
Quello che pochi dicono è che sul sistema gravano crediti d’imposta per 4,5 miliardi di euro.
Molti fondi italiani, pincipalmente azionari, si sono ritrovati con una incidenza di crediti d’imposta rilevante, anche superiore al 30% del loro patrimonio.
Il risparmiatore si domanda come verranno recuperate queste perdite?
I gestori di fondi con rilevanti crediti di imposta hanno dovuto ricorrere all’indebitamento o a strumenti derivati all’insaputa dei sottoscrittori.
In molti casi i portafogli erano sottoinvestiti e questo ha frenato le performance.
Esistono ancora molti dubbi e incertezze sulla compensazione dei crediti.
Il risparmio gestito, intanto, continua a sottigliarsi; come sarà fino al 1 luglio?

