Aspettando Jackson Hole

Aspettando Jackson Hole

 
Jackson Hole è la località del Wyoming dove si tiene l’incontro annuale di banchieri centrali ed economisti organizzato dalla Federal Reserve di Kansas City e dove si discuterà del rilancio della crescita economica globale.

L’attesa è legata soprattutto al discorso che terrà il Presidente Ben Bernanke; tutti attendono l’annuncio del QE3 (quantitative easing 3). Cioè una nuova immissione di liquidità sul mercato attraverso l’acquisto di titoli del Governo Americano.
Le pressioni politiche e l’indipendenza delle banche centrali sono alla attenzione del sistema economico.
Mentre le autorità di sorveglianza di alcuni paesi europei hanno vietato le vendite allo scoperto di titoli azionari, azione che non è risultata esente da critiche, uno sguardo all’andamento dei grafici delle Borse può fornire qualche indizio utile.
Secondo l’analisi ciclica il nostro indice Ftse Mib ha la possibilità di un ulteriore downside che potrebbe essere allontanato con il superamento della soglia dei 19000 punti.
L’unico indice che evidenzia ulteriori segnali di crescita è relativo all’oro.
I mercati richiederebbero risposte coordinate dei grandi banchieri centrali, ma queste diventano più difficili quando la politica pesa su ciascuno di loro. Il boom del prezzo dei lingotti misura così un problema di credibilità.

 
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a settimana della tempesta perfetta – diario immobili

La settimana della tempesta perfetta – diario immobili

 Tra i tanti consigli che ho letto durante la settimana della tempesta perfetta, c’era l’investimento in immobili.
L’investimento immobiliare è uno dei vari modi per poter investire.
Sull’argomento ho trattato altre volte.
Prendo spunto da questi articoli per ritornare su alcune questioni che durante la settimana di colloqui con i clienti sono emerse.
Il disorientamento che ha creato la tempesta finanziaria fa emergere:
– il problema del frequente e sistematico ritardo degli affitti;
– in molti casi il ritardo è di parecchi mesi;
– la difficoltà di smobilizzo di un immobile.

 Aggiungo alcuni punti di un articolo comparso sul quotidiano “Il Sole 24 Ore”:
– gli investimenti immobiliari sono soggetti a redditi di affitto (anche se non percepiti), Ici, spese di manutenzione e, oneri notarili in caso di compravendita.
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 Il presente documento ha esclusivamente finalita’ informative e non puo’ essere riprodotto, distribuito, direttamente o indirettamente, a terzi, ne’ pubblicato, in tutto o in parte, per qualsiasi finalita’.
Questo documento non costituisce proposta di consulenza, ne’ intende sollecitare la compravendita di titoli o attivita’ finanziarie di qualsiasi tipo. Si certifica che le opinioni espresse nel presente documento sono personali dell’autore e che nessuna diretta o indiretta ricompensa e’ stata, ne’ verra’ ricevuta a seguito delle suddette opinioni espresse. Le notizie e i dati utilizzati nel presente documento, provengono da informazioni fornite dalle societa’ citate e/o da altra documentazione di pubblico dominio. L’autore non risponde dell’accuratezza, completezza, precisione e imparzialita’ di tali dati e notizie.

 
 
 
 
 

La settimana della tempesta perfetta – Diario

La settimana della tempesta perfetta – Diario

 Ho posticipato le ferie per far fronte ai particolari momenti che abbiamo vissuto.
Una settimana di saliscendi al cardiopalmo.
Tantissima confusione, notizie che si rincorrevano; previsioni di apertura al rialzo no, anzi, al ribasso.
Prima il downgrade sul debito americano, poi le comunicazioni della Fed che mantiene i tassi bassi fino al 2013.
Infine, il blocco delle operazioni short (vi consiglio di leggere l’articolo del Prof. Zingales sul quotidiano Il Sole 24 ore di ieri).
Ho visto e sentito i clienti; alcuni erano preoccupati altri meno. Mi aspettavo investitori allarmati, irrazionali, con molto mal di pancia.
Invece, in questo momento di tensione e confusione, ho ricevuto più richieste di acquisto che di vendita.
Naturalmente, con molta cautela e secondo le disposizioni della Mifid che raccomandano l’adeguatezza e l’appropriatezza degli investimenti.
La corsa verso i porti sicuri da me non c’è stata; forse perché i portafogli erano ben diversificati.
Per ultimo, ho trovato molta confusione sulle variazioni dei bolli sui dossier titoli; o meglio, tante informazioni inesatte.
Ognuno può credere in quello che gli dicono ma le norme emanate non si cambiano senza la loro abrogazione.

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fare la cosa giusta

Agosto tempo di pausa, di ferie e di riflessioni.

Non per i mercati; i mercati non conoscono pause.

Le vicessitudine di questi giorni mi hanno fatto rispolverare alcuni libri di finanza; questa prima parte di agosto verrà dedicata allo studio (nonchè all’incontro dei clienti). Rilassamenti e ferie possono aspettare.

Sto leggendo varie teorie, studi e analisi effettuati da stimati e conosciuti professori nonchè premi nobel.

Ma le turbolenze, sempre più frequenti, sui mercati necessitano di soluzioni di investimento adeguate ad ogni investitore; tanti studi forse in questo momento non sono necessari.

L’ho definita “la tempesta perfetta” dove tutto va giù indistintamente; gli indici sono nel panico delle notizie.

Ho rispolverato i dettati di “finanza comportamentale”.

Ma dove tutto scende che cosa fare?

Ho scritto ieri di non essere irrazionali prima di tutto; se pensate di fare la cosa giusta fatela senza rimpianti.

A disposizione per eventuali consigli.

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aggiornamento sull’attuale contesto di mercato

Nessuno può negare che stiamo vivendo un momento particolare con un forte incremento della volatilità su tutti i mercati, indistintamente.
I problemi che assillano tutte le economie sono ben noti; da una parte i timori dell’area euro e dall’altra parte dell’oceano il rallentamento dell’economia con la fine del QE II (per ultimo la riduzione del rating).
I miei clienti mi paiono abbastanza tranquilli; quelli meno tranquilli sono gli amici e conoscenti.
Nei momenti di confusione finanziaria sono a chiederti consigli perchè il loro intermediario è in ferie, non raggiungibile o … non sa cosa dirgli.
Sono i “consigli” più difficili perchè non si conosce esattamente il loro “profilo di rischio”, ti parlano di investimenti in maniera molto approssimativa, non si sanno i loro obiettivi.
Tutti, indistintamente, “dicono di avere un profilo di rischio basso ma ti parlano di investimenti che, a mio modesto parere, non hanno questo profilo.
Non è sicuramente facile.
Mi permetto di consigliare alcune cose:
1) non correte dietro le performance di alcuni investimenti;
2) cercate sempre un portafoglio diversificato;
3) analizzate il rischio dei vostri investimenti;
4) non siate irrazionali e qualsiasi decisione prendiate ponderatela accuratamente.
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conviene ancora fare il cassettista?

C’era una volta il cassettista.
Un signore che comprava azioni, possibilmente di quelle blasonate e di antico lignaggio, le metteva sotto il materasso e non ci pensava più.
Ogni anno si portava a casa una cedola più o meno ricca e questo bastava a fargli dormire sonni tranquilli.
Mi capita di incontrare, sempre più spesso, investitori delusi che detengono pacchetti azionari, da lunga data.
Purtroppo, gli investimenti effettuati e magari ripetuti periodicamente ogni anno si trovano in perdita.
E che dire delle azioni ereditate, tenute per “ricordo”?
Oggi, poi, si aggiunge, non nascondo con un pò di confusione, il problema bolli dossier.
 I problemi sono principalmente due:
1) un mercato domestico “sempre più piccolo” e, negli ultimi tempi, “manipolato” dalla speculazione;
2) un insieme di eventi economici ed esogeni che hanno colpito il sistema finanziario e continuano a colpirlo.
La domanda posta: Conviene ancora fare il cassettista?
Sicuramente non ha una risposta certa perchè molto dipende dal timing e dai prezzi di acquisto.
Purtroppo, stiamo convivendo con un mercato che fa della volatilità il suo punto più cruciale.
Possiamo anche aggiungere irrazionalità e paura; fattori tipici degli ultimi anni trascorsi.
Ho sempre sconsigliato “il fai da te”, soprattutto per parti importanti del patrimonio.
Concludendo, in un mondo che sta cambiando anche dal punto di vista finanziario, mi sento di sconsigliare qualsiasi approccio da cassettista come pure il cosiddetto “fai da te”.
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Rendimento zero per i fondi comuni

Questa settimana tutti i giornali hanno pubblicato i dati di una indagine dell’ufficio studi di Mediobanca.
Non sempre i titoli focalizzano un argomento scottante, la fuoriuscita dal gestito, ed indicano performance rispetto al Bot.
Il primo punto, ovvero la fuoriuscita dal gestito, è relativo in gran parte al sistema bancario tradizionale che necessita di raccolta diretta a discapito di quella gestita.
Il secondo punto, circa le performance, mi capita di sentire confronti rispetto a strumenti non corrispondenti.
E’ come confrontare un immobile con un’azione;  a mio avviso non ha senso.
Si tratta di due investimenti completamente diversi per tipologia e valutazione (vedi report sul blog).
E’ come se noi scegliessimo di andare in una località e confrontassimo il tempo necessario per raggiungerla con mezzi e percorsi diversi.
In nessun articolo mi è parso di vedere oppure evidenziare che i fondi, a fronte dei deflussi, hanno subito perdite e incorporano in molti casi crediti di imposta di non poco conto (andate a vedere i prospetti annuali delle sgr).
Aggiungo che, in molti casi, i sottoscrittori sono stati “abbandonati” per lungo tempo sulle scelte effettuate negli anni ’99 e 2000 e oggi riconvertiti sul risparmio amministrato.
Vorrei segnalare alcuni punti che ritengo professionalmente importanti:
1) la diversificazione degli investimenti, l’analisi della correlazione degli stessi, mi hanno permesso di “evitare” i più grossi default che il mercato ci ha riservato (vedi bond argentini, Cirio, Parmalat, Lehman etc);
2) i fondi, ma preferirei parlare più precisamente di Sicav, detengono in portafoglio diversi strumenti e titoli finanziari; l’eventuale default avrebbe inciso sul patrimonio in maniera marginale;
3) solo dal 1 luglio la tassazione su fondi e sicav ha in parte “pareggiato” la disuguaglianza fiscale.
Aggiungerei, inoltre, acnhe un ulteriore problema; le nuove tassazioni sui dossier titoli.
Ritengo, che si dovrebbe fare più di qualche riflessione sulle analisi che vengono pubblicate e, soprattutto, sul modo di pubblicarle.
Non dispongo di dati aggiornati ma, mi risulta, che il nostro Paese sia quello dove esista una disaffezione marcata verso il risparmio gestito.
Molte volte a ragione, ma in molti casi effettuando scelte peggiori.
Vorrei indicare alcuni anneddoti, di cui sono a conoscienza, ma impegnerebbero molto spazio di questa pagina.
Concludo con questa frase: “investire non è un gioco”.
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Esiste l’investimento migliore?

Spesso capita di leggere o discutere dell’investimento migliore.
Negli ultimi tempi il successo degli etf ha spopolato sulla stampa considerandolo uno strumento efficace e poco costoso.
Ieri, sul Sole 24 Ore, un articolo di Riccardo Sabatini evidenziava che è in atto “una mutazione genetica”; questi strumenti sono diventati “complessi con influenze sulla stabilità dei mercati”.
Queste affermazioni derivano da un operational working group dell’Esma – il regolatore europeo dei mercati – guidato dal commissario Consob Vittorio Conti.
Questo mercato vale nel mondo circa 1310 miliardi di dollari e i risparmiatori li comprano a piene mani perchè i costi sono molto contenuti.
L’articolo evidenzia che questi prodotti hanno cambiato nel cammino natura; da strutture passive semplici sono diventati in molti casi “sintetici” attraverso la sottoscrizione di uno swap (derivato).
“Che cosa accadrebbe, ad esempio, se i  risparmiatori disinvestissero in massa, a fronteggiare le loro richieste e non vi fossero azioni liquide ma strumenti non quotati o la controparte del contratto non onorasse il contratto?” 
Il Commissario Conti sottolinea che “non si tratta di bloccare l’innovazione finanziaria ma di prevenire gli eccessi che hanno trasformato la finanza da mezzo a fine”.
Aggiungo una considerazione personale; chi è abituato al “fai da te” presti molta attenzione.
A disposizione per ogni informazione e dettaglio in merito
P.S.: consiglio di andarsi a leggere anche gli altri post sull’argomento etf.
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Imposta di bollo sul "dossier titoli"

La manovra estiva ha rimodulato l’imposta di bollo dovuta sui “dossier titoli” detenuti presso le banche o altri intermediari finanziari.
La rimodulazione prevede, ovviamente, un innalzamento progressivo dell’imposta dovuta. L’aumento dell’imposta viene spalmato in 2 anni e mezzo ed arriverà a regime nell’anno solare 2013: la prima parte di aumento è operativa da subito, il secondo aumento scatterà nel 2013.
 
Il calcolo dell’imposta di bollo è in funzione del valore dei titoli depositati. Nella seguente tabella pubblichiamo gli scaglioni e l’imposta dovuta annualmente. L’imposta può essere riscossa dall’intermediario anche frazionandola in periodi (semestrale, trimestrale o mensile): nel qual caso basterà dividere l’importo annuale dovuto pro quota.
 
TABELLA: Scaglioni imposta di bollo “dossier titoli”
 
Valore titoli depositati presso ogni intermediario finanziario Imposta di bollo dovuta fino al 2012 Imposta di bollo a regime, dal 2013 in avanti
Fino ad e 50.000,00  € 34,20  € 34,20 
Da € 50.000,01 ad € 149.999,99  € 70,00  € 230,00 
Da € 150.000,00 ad € 499.999,99  € 240,00  € 780,00 
Oltre € 500.000,00  € 680,00  € 1.100,00 
 
Attenzione! L’imposta è dovuta per “dossier titoli”. Pertanto in caso di titoli depositati presso diversi intermediari finanziari andrà calcolata l’imposta in base al deposito presso ogni intermediario e non in base all’ammontare complessivo dei titoli detenuti dal contribuente.

bollo sul dossier titoli – analisi

Dieci milioni di conti correnti saranno interessati dall’imposta introdotta con la manovra finanziaria.
Ci sono ancora alcuni punti da chiarire; ad esempio il livello minimo della “no-tax-area” (1000 o 10000).

Per coloro che detengono titoli fino a 50.000,00 €, tutto rimane invariato.

Una indagine del Sole 24 Ore pubblicata ieri, evidenzia l’incidenza del superbollo sul valore del portafoglio.

Secondo questa indagine la fascia più colpita risulta quella appena sopra i 150.000,00 €.

Chi si facesse trovare sopra questo soglia nel 2013 si troverebbe un aggravio dello 0,50%.

Ognuno può ritenere compatibile o meno l’aggravio ma forse può essere utile iniziare ad informarsi per tempo sull’ammontare del proprio dossier titoli.

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