Grexit

Con l’acronimo Grexit ci si riferisce alla presunta, forse probabile, uscita della Grecia dall’euro.
La tabella indica le probabilità di uscita, secondo uno studio di Ubs.

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KIID

KIID ovvero Key Investor Information Document, sarà la documentazione informativa che dal 1 luglio sostituirà il prospetto semplificato. 

Il cammino è iniziato il 13 gennaio 2009 quando venne approvata la direttiva Ucits IV.
I Kiid cercano di sintetizzare le informazioni utili ad aiutare il cliente a muoversi tra tutto ciò che riguarda i fondi comuni e sicav.
Che cosa cambia effettivamente?
Un investitore meglio informato è un investitore più consapevole delle conseguenze delle proprie decisioni d’investimento e, quindi, in grado di interagire in maniera più efficace con il proprio consulente nella pianificazione finanziaria.
La Consob ritiene che il documento contenga le informazioni essenziali per centrare l’obiettivo della trasparenza. 
Anche l’Anasf, l’associazione dei promotori, accoglie con favore l’introduzione della documentazione e che rappresenti un ulteriore passo verso la trasparenza.
L’informativa tende a contribuire e incrementare la consapevolezza dell’investitore su quanto sceglie di sottoscrivere, facilitando il confronto tra diversi strumenti, che saranno tutti egualmente spiegati nelle loro opportunità, nei rischi e nei costi.
Il Kiid è un documento informativo di sole due pagine (tre nel caso di strumenti strutturati) e dovrà essere consegnato prima della sottoscrizione.
Insieme alla nuova documentazione ci sarà l’indicatore sintetico (SRRI, Synthetic Risk and Reward Indicator) che fornisce informazioni essenziali per la comprensione della tipologia dei rischi di ciascun investimento.
La scala comprende sette classi (dal livello più basso al più alto di volatilità).
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Obbligazioni Dim Sum

Il mercato offshore delle
obbligazioni denominate in renminbi cinesi, denominato “Dim Sum”, nasce nella
metà del 2010 con l’approvazione in Cina e Hong Kong di una legge che rende
appetibile l’emissione di questa tipologia di bond.

Per la prima volta, agli investitori mondiali, è consentito di
acquistare le obbligazioni in renminbi .
Questo mercato ha conosciuto una
rapidissima espansione e, alla fine dello scorso febbraio, aveva un valore
totale di Rmb 273 mld (43 mld di Usd).
Sullo sfondo della crescente
diversificazione dei titoli, del miglioramento della liquidità e dell’incremento
dei rendimenti, il mercato è diventato un’opzione di investimento molto
interessante.
Circa tre quarti delle
obbligazioni in circolazione sono costituite da titoli del governo, degli istituti
statali, delle banche statali e commerciali cinesi, di aziende con sede nella
Cina continentale. Gradualmente, il mercato offshore è stato accessibile a un
numero sempre maggiore di istituzioni cinesi, che hanno colto l’opportunità di
diversificare la propria base di investitori.
Le caratteristiche innovative e
uniche di questo mercato esercitano una potente attrattiva sugli investitori
che desiderano diversificare il rischio a livello geografico e, al contempo,
acquisire esposizione alla Cina e alla sua valuta.   
Non è difficile immaginare che,
presto, il mercato obbligazionario cinese possa diventare uno dei più
importanti al mondo, in grado, forse di rivaleggiare con quelli dell’Eurozona e
degli Stati Uniti.
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Fonte: HSBC Global Asset Management

Alcune informazioni da avere sempre a portata di mano

Nei giorni scorsi la divisione Fidelity Italia ha trasmesso la seguente newsletter “Educational” a supporto della clientela che sottoscrive una Sicav. 

Capita sempre più spesso di dover rispondere all’investitore che è preoccupato dei suoi investimenti.
Ho pensato fosse utile pubblicarla per sollevare alcuni dubbi.

“Come funziona in
pratica la
 sottoscrizione di azioni di una
SICAV di diritto lussemburghese?
L’investitore trasmette il
suo ordine di sottoscrizione al collocatore  (banca private, rete di promotori,
SIM, etc.) che lo inoltra al soggetto incaricato dei pagamenti (SIP). Il SIP
(ossia la Banca Corrispondente) è un soggetto specificamente previsto dalla
normativa italiana che svolge le funzioni di intermediazione dei pagamenti con
la SICAV estera e di sostituto d’imposta. In pratica,  la Banca
Corrispondente trasferisce il denaro dei clienti italiani inoltrandolo,
insieme all’ordine di sottoscrizione, alla SICAV per il tramite di un agente
amministrativo domiciliato in Lussemburgo (il Transfer Agent) che
li deposita presso una banca depositaria lussemburghese. Nel caso della SICAV
Fidelity Funds, la banca depositaria è Brown Brothers Harriman
(Luxembourg) S.C.A.

Quello della SICAV quindi è a tutti
gli effetti un patrimonio separato sia da quello della banca collocatrice, che
da quello della banca corrispondente che da quello della banca
depositaria. E’ in Lussemburgo; in Italia c’è di
fatto la sola scrittura contabile che registra il numero di azioni possedute ed
il loro valore.L’effettiva gestione del patrimonio
è affidata alla società di gestione, nel nostro caso Fidelity – FIL Fund
Management Limited, che ricordiamo non è una banca ed è una società
privata non quotata.   

Dove è detenuto il patrimonio
investito in una SICAV di diritto lussemburghese?

Il patrimonio della SICAV è
detenuto dalla banca depositaria che, ai sensi della legge lussemburghese, deve
essere una banca autorizzata dall’autorità di vigilanza lussemburghese  (CSSF) 
nonché registrata in Lussemburgo. Il patrimonio della SICAV è di proprietà degli
investitori  ed è segregato rispetto a quello della banca depositaria e,
pertanto, non può essere aggredito né da parte dei creditori della banca
depositaria né da parte della società di gestione.

Qual è
il 
 flusso del denaro in caso di
rimborso di azioni di una SICAV di diritto lussemburghese?

L’investitore
trasmette il suo ordine di rimborso al collocatore che lo inoltra  alla Banca
Corrispondente . Quest’ultimo trasmette gli ordini di rimborso all’agente
amministrativo domiciliato in Lussemburgo (Transfer Agent)  che provvede a
prelevare quanto di spettanza all’investitore dalle disponibilità liquide della
SICAV detenute presso la banca depositaria. La Banca Corrispondente riceve
l’importo oggetto del rimborso e lo trasferisce
all’investitore. 

Cosa succederebbe in caso di
fallimento del soggetto collocatore?
In tal caso, l’investitore non
subirebbe alcun danno di tipo patrimoniale in quanto il soggetto collocatore non
ha alcun diritto sugli investimenti del cliente. 
Quest’ultimo
potrà alternativamente: 

1) trasferire la propria posizione
presso un altro soggetto collocatore;

2) richiedere  alla Banca
Corrispondente il rimborso totale della propria posizione.

Cosa succederebbe in
caso di fallimento
 della Banca
Corrispondente?
Anche in
questo caso l’investitore non subirebbe alcun danno di tipo patrimoniale in
quanto la posizione detenuta non è parte del patrimonio della Banca
Corrispondente e sarebbe dunque trasferita presso un altro soggetto incaricato
dei pagamenti.

Cosa succederebbe in caso di uscita
dell’Italia dalla zona Euro?

Anche in questo caso non si
configurerebbe di per sé una penalizzazione del patrimonio investito in quanto
il valore della quota (NAV) dei comparti della SICAV continuerebbe ad essere
denominato in EUR o nelle altre principali divise quali USD, JPY
ecc.
All’atto del rimborso, nell’ipotesi base il cliente italiano
riceverebbe l’importo di spettanza convertito nella nuova divisa nazionale.
Potrebbe in alternativa indicare al soggetto collocatore un nuovo conto in
divisa diversa (ad es. EUR o USD). Nel caso, di per sè non escluso, di accredito
della posizione maturata su un conto all’estero, gli adempimenti di natura
fiscale / amministrativa che da ciò dovessero emergere ricadrebbero sotto la
responsabilità diretta dell’investitore. 

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Fonte Fidelity Italia

Simple Solutions – Crhristine Benz – Responsabile Personal Finance Morningstar

Ho conosciuto Christine un anno fa a Chicago, durante il Morningstar Investment Conference. Si tratta di un evento che coinvolge un gran numero di Advisor Statunitensi.

Christine ha sottolineato l’importanza della comprensione delle esigenze dei risparmiatori.
Negli States il tema della pensione è molto sentito; per cui è importante trasformare gli investimenti in rendita. Molti metodi di asset allocation non possono tenere conto solo del passato ma guardare di più al futuro ed agli scenari. Non solo obbligazioni, quindi, ma anche azioni con importanti dividendi e flussi costanti. Gli investitori devono star lontani dalle mode, devono proteggersi dall’inflazione, ribilanciare spesso il portafoglio e conoscere le proprie esigenze. Naturalmente il tutto con semplicità, trasparenza e liquidabilità.
In Italia l’investitore guarda troppo al breve termine e si lascia sfuggire molte occasioni ed opportunità.

Al seguente indirizzo potete ascoltare un’intervista di Christine Benz:

http://www.youtube.com/watch?v=AQGQZtGOhY0

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COME UTILIZZARE PLUS/MINUS.

Prendo spunto dal corso all’ “ItForum” dello Studio Russo De
Rosa Bolletta & Associati per formulare questa nuova tabella sull’utilizzo
delle minusvalenze pregresse.

In merito alla possibilità di compensare plusvalenze e
minusvalenze in un regime dichiarativo/amministrato è necessario tenere
presente la distinzione fra:
Redditi
di Capitale
Reddito
diverso di natura finanziaria
Cedole derivanti da titoli a tasso fisso e variabile
Plusvalenza di azioni
Dividendi
Plusvalenza su obbligazioni
Aggi/disaggi di emissione
Plusvalenza su fondi, sicav, etf (per la parte che non costituisce
reddito di capitale)
Interessi attivi
Plusvalenze su etc, derivati, derivati cartolarizzati
Redditi  generati da fondi,
sicav, etf (delta nav e proventi periodici)
I redditi di capitale non sono compensabili con                Le plusvalenze sono
compensabili con le minus
le minusvalenze (redditi diversi) .                                     dell’anno
in corso e dei quattro precedenti.
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E tu, di che rendita sei?

La manovra cosiddetta “SalvaItalia” ha portato molte modifiche alla precedente, denominata manovra di “Ferragosto”.

L’investitore mi sembra ancora smarrito e, in molti casi, ignaro di che cosa sia cambiato.
Ho pensato di creare una tabella sintetica con le nuove aliquote sulle rendite e le nuove percentuali dell’imposta di bollo. 
A disposizione per qualsiasi dettaglio in merito.





LA TASSAZIONE DELLE ATTIVITA’ FINANZIARIE                   IMPOSTA DI BOLLO

                                                                                    

Tipologia
d’investimento
Tassa
sui proventi e capital gain
Fino al
31/12/2012
Fino al
31/12/2013
Tutte le attività finanziarie
20%
0,10% min.
€ 34,20
Max €
1200,00
0,15% min. €
34,20
Conti correnti bancari e postali
20%
€ 34,20
Se giacenza
media oltre € 5000, 00
€ 34,20
Se giacenza
media oltre 
€ 5000, 00
Conti di deposito
20%
€ 34,20
€ 34,20
Libretti postali
20%
€ 34,20
€ 34,20
Titoli di stato italiani
12,50%
Si
Si
Titoli di stato esteri
12,50%
Si
Si
Bond emittenti sovranazionali
12,50%
Si
Si
Buoni postali fruttiferi
12,50%
Si
Se valore
superiore 
€ 5.000
Si
Se valore
superiore 
€ 5.000
Fondi comuni italiani
20%
Compensazione
(1)
Si
si
Etf
20%
Compensazione
Si
Si
Oicvm comunitari armonizzati e non
armonizzati
20%
Si
Si
Altri Oicr esteri
Unico (2)
Si
Si
Gestioni patrimoniali
20%
Compensazione
(1)
Si
Si
Polizze vita
20%
Compensazione
(1)
Si
Si
Piani di risparmio lungo termine
12,50% (3)
Si
Si
Fondi pensione
11,00%
No
No
Note: (1) la componente investita in titoli di stato ed
equiparati rimane tassata la 12,50%. 
(2) tassazione ordinaria del 100% del
reddito.
(3) mancano ancora i dettagli operativi per questa tipologia di investimenti.


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La Borsa di Atene, Generali e i molti altri fiaschi di lungo periodo – M.Liera

E’ il titolo di un redazionale pubblicato oggi sul Sole 24 Ore a firma di Marco Liera.

Tratta un grosso problema di molti portafogli titoli, ancor’oggi in essere, che detengono azioni delle principali aziende del mercato domestico, in molti casi in forte perdita.
Alle osservazioni corrette del Dott. Liera, aggiungerei che un investimento oggi deve essere oltre che diversificato sempre più decorrelato. 
Per far ciò si auspica sempre di più un’educazione finanziaria degli investitori e un servizio di consulenza professionale che non riesce a decollare. 
Se da una parte la migliore educazione finanziaria può far evitare errori banali ed irrazionali dall’altra una buona consulenza che tenga conto del profilo di rischio, della correlazione degli investimenti e degli obiettivi permette sicuramente di evitare la concentrazione su pochi titoli spesso appartenenti allo stesso indice. 
Il problema del “lungo periodo e del buy and hold menzionato non può più essere inteso come fattore determinante degli investimenti che dovranno essere periodicamente ribilanciati, eventualmente modificati anche in relazione alle modifiche personali dell’investitore.

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http://www.youinvest.org/ws_section_item.php?itemId=145&sectionId=6