Una finanza socialmente responsabile.

Tra pochi giorni, dal 5 al 12 novembre, si svolgerà la settimana dell’Investimento Sostenibile e
Responsabile: il più importante appuntamento in Italia sul tema della finanza
sostenibile.

Sull’ultimo numero di Morningstar
Investor, Sara Silano, apre l’editoriale con le seguenti parole:
“Engagement, che significa impegno, è il
concetto che meglio descrive l’investimento socialmente responsabile (SRI).”
Sull’argomento si è scritto molto e,
citando le parole di Valerio Baselli, “la finanza non è un mondo per cuori
teneri. Lo stereotipo dipinge investitori e banchieri come uomini d’affari
senza scrupoli.”
In Italia, a differenza di altri paesi,
lo sviluppo dell’investimento Sri non è mai decollato e, secondo i dati del
rapporto Vigeo, a fine 2012, il patrimonio che le famiglie italiane hanno
investito in questi prodotti è molto contenuto.
I pregiudizi non mancano; uno fra tutti,
si considerano questi investimenti come una buona azione piuttosto che un buon
investimento.
Una ricerca dell’Università di Roma Tor
Vergata ha messo in luce che durante l’ultima crisi finanziaria l’Sri si è
comportata meglio, limitando l’esposizione al rischio prima del crollo dei
mercati.
Un altro studio, effettuato
all’Università di Padova dal Prof. Lanzavecchia 
e Stefania Arrigoni, ha verificato i costi dei fondi su un campione di
oltre 500 fondi collocati in Europa. “Al termine del controllo – afferma
Lanzavecchia – non sono state
riscontrate differenze significative nei costi
. Al contrario se un consumatore acquista un prodotto biologico, paga
consapevolmente e volontariamente di più.”
Nelle mie esperienze Statunitensi, ho
riscontrato che l’investimento socialmente responsabile (SRI) è sempre più
richiesto, senza nascondere i suoi limiti.
Fannie Mae, nel 2004 era stata premiata
come la società più etica al mondo. In quel periodo Fannie erogava 240 mld di
prestiti a 1,6 milioni di persone che non offrivano nessuna garanzia. Poi il
crack.
Qualcomm e Sysco, invece, spinti dalla
Walden Asset Management, hanno iniziato a studiare gli impatti del loro
business sull’acqua.
Sinegal, manager e fondatore della catena
americana di supermercati Costco, è riuscito a contenere il numero dei
licenziamenti al minimo del comparto e non ha toccato i benefit degli
impiegati.
Morningstar, per la valutazione dei fondi
etici, adotta un approccio di ricerca omogeneo per l’assegnazione dei rating.
Sono i fondamentali di qualità a fare la differenza.   
Sanofi, Vivendi, Schneider Electric, Lvmh
e Jc Decaux sono trai più gettonati dai gestori dei migliori fondi socialmente
responsabili per performance ad un anno.
Anche il Gruppo Generali, sin dal 2006,
ha mostrato grande attenzione verso le tematiche di sviluppo sostenibile applicando
un filtro etico a tutti gli investimenti. Attualmente la società gestisce oltre
6 miliardi di Euro in portafogli Sri.
Nel mondo degli Etf l’offerta resta
contenuta ma gli indici etici vengono sempre più utilizzati senza, però, essere
esenti da critiche.
La strada da percorrere è notevole ma,
come ogni traguardo, si raggiunge con un primo passo.
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Fonte: Morningstar Investor – Plus Il
Sole 24 Ore