Una fotografia del 2015

Mancano poche ore alla conclusione di questo controverso 2015 (almeno dal punto di vista finanziario). Piazza Affari, la borsa domestica, chiude l’anno con un risultato positivo distanziando le borse di Parigi e Francoforte. Un buon anno, quindi, ma nel prossimo futuro sarà determinante il superamento dei 22600/800 punti.

Infografica: Il Sole 24 Ore

Una casa è un bene non è un investimento.

Una casa è spesso una benedizione, ma non è un investimento.

In uno scritto di Jason Zweig, per il Wall Street Journal, tenta di calcolare il ritorno della casa e si presenta con un numero deludente. D’altra parte, le riparazioni, la manutenzione ordinaria e le tasse di proprietà annuali lungo la strada, oltre alle commissioni e altri costi sull’acquisto e la vendita finale, fanno sì che il ritorno diventa trascurabile o addirittura negativo. Il grafico sottostante, Case-Shiller, vuole dimostrare che nel corso del tempo, tranne che per un breve periodo, durante la bolla immobiliare dei primi anni 2000, le case hanno generato rendimenti reali bassi positivi.

 

Retirement.

Pianificare per la pensione non è semplice perchè si devono controllare diversi fattori. Alcuni di questi sono totalmente al di fuori del nostro controllo, come il futuro della politica fiscale e i rendimenti del mercato. Su altri abbiamo un controllo limitato quali la longevità e quanto abbiamo intenzione di lavorare.  Il modo migliore per pianificare la nostra pensione è quello di concentrarsi sui fattori che possiamo controllare: ottimizzare il risparmio, comprendere e gestire le spese ed aderire ad un piano di risparmio equilibrato.

Infografica JpMorgan AM tratto dalla Guida alla Pensione.

Le obbligazioni hanno goduto di una corsa di 30 anni che difficilmente potrà continuare.

La strategia buy-and-hold è stata storicamente vista come uno dei modi migliori per costruire ricchezza nel tempo; ma con l’aumento della volatilità possono anche aumentare la possibilità di gravi perdite a breve termine sugli stock. E con i rendimenti dei titoli ai minimi storici e le correlazioni in aumento tra azioni e obbligazioni, la vera diversificazione potrebbe essere più difficile da trovare.
Le obbligazioni hanno goduto di una corsa di 30 anni che difficilmente potrà continuare.
I tassi di interesse sono ai minimi storici, e un mix tradizionale di azioni e obbligazioni non potrà raggiungere i forti rendimenti adeguati per il rischio che hanno fatto quando i tassi erano in diminuzione, come per i titoli statunitensi nel periodo settembre 1981 e il dicembre 2014.
Pertanto, un mix 60/40 azioni/obbligazioni difficilmente potrà essere la migliore soluzione per perseguire un ritorno positivo sugli investimenti.
Infografica e studio: Natixis

E i controlli dove sono?

 

Oggi l’ennesima brutta notizia. Dopo chi offriva il 12% annuo di qualche settimana fa, la bancaria dei “miracoli”.
Ormai da 13 anni sono iscritto all’Albo dei Promotori Finanziari, dopo un periodo di 20 anni come dipendente di una importante Banca locale.
Quest’anno, come periodicamente avviene, senza nessun preavviso, ho avuto un controllo interno.
E’ sempre un momento di tensione e un motivo per mettere ordine, su tutti i documenti.
Oltre i controlli sulla documentazione vi sono momenti di approfondimento e verifica sulle normative in continua evoluzione.
Sembrerà strano ma vengono controllate anche le operazioni personali, i bonifici (in entrata e uscita) e gli assegni emessi.
Il caso di oggi ha molto dell’assurdo; anche quand’ero in banca, senza nessun preavviso, ricevevo delle ispezioni. Devo dire che non sono mai state gradite, ma risultano necessarie.
Il risparmio non ha bisogno di ulteriori scossoni anche perchè i “miracoli” finanziari e i “guru” non esistono.
I controlli interni o esterni devono funzionare; è il momento di fare tutti un passo indietro per tutelare i risparmiatori.

Fare gli struzzi.

Che qualcosa non funzionasse lo si poteva intuire. Ma tanti risparmiatori non hanno voluto ascoltare. Ho ripreso alcune slide (2013) che avevo presentato ad alcuni clienti, circa il problema o anomalia come lo si voglia chiamare. Ma, devo ammettere, sono rimasto inascoltato. Oggi, queste persone, sono tra le migliaia di risparmiatori che si lamentano di quanto è successo. 

Le Banche ancora commissariate.

Gli istituti italiani in amministrazione straordinaria sono a tutt’oggi nove. Erano 14 fino a un mese fa. C’erano infatti le 4 banche salvate tutte commissariate da tempo (Etruria, Banca Marche, CariFerrara, CariChieti) e proprio ieri ha trovato una via d’uscita la Banca Padovana di credito cooperativo. 
Fabio Pavesi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/eFkEgP 

Fonte: Il Sole 24 Ore – Banca d’Italia