Appunti di viaggio

In questi giorni ho avuto la possibilità di incontrare alcuni gestori di società diverse.
Trattandosi di un Blog di informazione finanziaria vorrei evitare nomi e società.
A fronte di luci ed ombre che arrivano ogni giorno il messaggio ricevuto è stato quello di diversificazione e flessibilità anche se ci si aspettano risultati migliori dall’equity rispetto ai bond.
Tutti guardano con attenzione il debito governativo dei paesi sviluppati senza fare alcuna distinzione;  debito che consigliano di sottopesare, alla luce anche di possibili rialzi dei tassi.
Per quanto riguarda quello dei paesi PIGS si ipotizza la possibilità che i debiti vengano rinegoziati in un default pilotato; si consiglia prudenza e attenzione.
Ancora sul comparto obbligazionario risultano di un certo interesse le obbligazioni emergenti in particolare in valuta locale; sul tema molti istituzionali stanno solo ora prendendo posizione.
Le valute emergenti sono un altro argomento interessante per la loro forte sottovalutazione; non dobbiamo aspettarci forti e repentine rivalutazioni ma costanti nel tempo.
Da parecchi mesi si presta una particolare attenzione verso  le obbligazioni high yield; gli elementi  che  contraddistinguono l’interesse per questa tipologia di obbligazioni sono principalmente due: Il rischio default ai minimi storici e uno spread ancora interessante che potrebbe ridursi ancora.
Non dimentichiamo le obbligazioni convertibili e corporate, che risultano ancora interessanti.   
Anche per quanto riguarda il comparto azionario non si vogliono prendere scommesse mirate su aree particolari. Le idee di investimento sono rivolte ad infrastrutture e consumi.
Per quanto riguarda il rapporto euro/usd, le aspettative sono divergenti; trattandosi di una scommessa si consiglia attenzione e prudenza.
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L’influenza del cambio sugli investimenti

A fronte delle varie discussioni, peraltro difficili sull’andamento dei cambi, provo a fare alcune considerazioni.
Prendo in considerazione un fondo molto conosciuto ed un gestore molto considerato; si tratta del Pimco total return bond gestito da Bill Gross.
Nei giorni scorsi parlavo con un gestore e sottolineava l’aspetto di evitare di prendere più rischi sullo stesso investimento; in pratica se investo su obbligazioni evito di avere il rischio del cambio.
Ed effettivamente questa affermazione si sposa con l’andamento della sicav in questione presa in esame.

Come vediamo sul grafico soprastante la linea rossa/arancione evidenzia l’andamento della sicav espressa in Usd.; quella azzurra/blu  la stessa sicav con il cambio coperto.
Sicuramente, l’investitore chiede di entrare nei punti di minimo ed uscire nei punti di massimo del fondo senza cambio coperto. Fermo restando che può capitare ma è pressochè impossibile, dal grafico si evince un andamento più lineare con la copertura del rischio cambio.
Inoltre, il rischio, calcolato con la deviazione standard, è tre volte maggiore nella soluzione  a cambio aperto. 
Pertanto, vista la estrema difficoltà di fare previsioni sulle valute, l’incremento dei rischi e della deviazione standard degli investimenti, ritengo, a discapito di una parte di rendimento, sia importante utilizzare la copertura del rischio cambio.  

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Azioni da rottamare?

Questa settimana ho conosciuto due clienti potenziali; molto simili per investimenti effettuati ma di due età diverse.
Altra caratteristica in comune: erano entrambe sfiduciati per i consigli e gli investimenti effettuati.
La caratteristica comune dei due portafogli consiste nel detenere obbligazioni bancarie del loro istituto e un “giardinetto” di titoli azionari molto simili.
Non prendo in considerazione i titoli obbligazionari, ai quali rimando alle molte analisi effettuate, anche dalla Banca d’Italia.
Tutti i titoli azionari sono detenuti da parecchi anni (una decina) e sono in forte perdita.

Alleghiamo questa tabella che riepiloga i titoli e il rendimento nei vari anni.
Trattasi di importanti aziende dell’indice principale della Borsa Italiana;  come si evince, le perdite sono consistenti per tutti i titoli (ripetiamo che sono detenuti da oltre 10 anni).
Le cifre investite nel 2000 erano importanti e, ciascun investitore mi ha rivolta la seguente domanda:
– come recuperare le perdite?
Preciso, che dalle esperienze passate, potrei considerare, ai fini della Mifid, due investitori con un profilo elevato ; dal punto di vista “sfiducia” due investitori molto prudenti.
Che fare allora?
Per recuperare le perdite bisogna prima di tutto agire; come quando si rompe la nostra auto.
Le soluzioni sono due: o la aggiustiamo o la rottamiamo.
Se non vogliamo “rottamare” le nostre azioni dobbiamo costruire una strategia.
Rimango a disposizione per chi volesse approfondire le soluzioni che ho proposto ma che per motivi professionali non vado ad enunciare.
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Che cosa significa “short” in finanza

Dopo la pubblicazione del mio post di ieri con il titolo “etf short” ho ricevuto un paio di quesiti.

Che cosa significa comperare un etf short?

In finanza “andare corti – short” vuol dire essere ribassisti.

Per l’appunto il mio cliente credeva nel ribasso dei mercati dal maggio del 2009; cosa che non si è verificata.

Oggi l’S&P 500 è oltre 1300 punti; nel momento dell’acquisto era al di sotto dei 900 punti indice.

Ciò significa una “virtuale” consistente perdita.

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etf short

Questa settimana ho discusso con un cliente su alcune sue scelte effettuate per l’acquisto di etf short.

Ha effettuato degli acquisti sull’indice S&P500 ancora nel maggio 2009, contro le mie indicazioni, e, oltretutto, per somme non certo modeste.

Il cliente è molto preciso e attento lettore di giornali finanziari; uno dei pochi investitori che si informa.

Ma veniamo al dunque; la domanda che mi rivolge è cosa poter fare per ridurre le perdite.

Preciso che non ho la bacchetta magica, non sono un guru e, fare previsioni è difficile per tutti.

Non entro nel merito di come abbiamo approcciato la questione, per risolverla, ma vorrei evidenziare alcune riflessioni::

– investire non è un gioco ed è sempre più difficile fare delle scelte opportune per chi fa consulenza;
– tanto più per chi, anche se esperto, non ha una conoscenza approfondita degli strumenti e dei mercati;
– inoltre, se parliamo di etica, trasparenza, fiducia, qualche volta dovrebbe esserci anche da parte di chi investe, alla ricerca solo …… di rendimenti .

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etf e gestione passiva

Questa settimana ho avuto modo di discutere con un cliente sugli etf e la gestione passiva.
Sono diventati ormai uno strumento molto diffuso ma anche poco conosciuto.

L’aspetto che il cliente sottolineava erano i costi molto più bassi rispetto ad un qualsiasi fondo o sicav.

Purtroppo, sempre più spesso le soluzioni d’investimento vengono giudicate per il loro costo; i più avveduti parlano di T.E.R..

Mi viene spontaneo dire: è  proprio vero che gli etf sono più efficienti e meno costosi?

A mio avviso gli etf non sono più efficienti e, forse, andrebbero mixati nella giusta dimensione con fondi e sicav.
Anche in questi momenti turbolenti, dopo gli eventi del giappone, questi strumenti, appunto a gestione passiva, sono stati molto di più in balia delle turbolenze degli indici.

Per quanto concerne i costi, pochi sanno che in tutte le transazioni di acquisto o vendita c’è uno spread tra denaro e lettera. Inoltre, pochi sanno come avviene esattamente la tassazione delle plusvalenze.

Spinto dai media il cliente cerca il fai-da-te ma spesso non ha le conoscenze, gli strumenti e le capacità per scegliere tra tutti gli strumenti presenti sul mercato ed operare in maniera corretta per costruire una asset allocation.

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Italia – punti salienti sulle pensioni – indagine Ocse

Non manca giorno dove il problema pensioni non venga trattato.
E’ la volta di una indagine dell’Ocse che evidenzia alcuni aspetti salienti del nostro sistema.
Nel 2010 l’Italia è il secondo paese Ocse più anziano, dal punto di vista demografico, dopo il Giappone.
Nel nostro paese la popolazione sta invecchiando molto rapidamente. L’invecchiamento è guidato dai tassi di fecondità bassi (circa 1,4 figli per donna rispetto alla media Ocse di 1,7 figli per donna).
Inoltre, vi è un’elevata speranza di vita sia alla nascita che all’età pensionabile.
L’Italia ha adottato una serie di riforme negli ultimi 15 anni che, sia con l’applicazione di nuovi coefficienti di trsformazione, sia con l’introduzione di un legame automatico dell’età pensionabile, che contribuiranno al contenimento delle prestazioni pensionistiche.
Il successo della riforma si basa in modo fondamentale sulla capacità di aumentare la vita lavorativa.
In sintesi tutti dobbiamo lavorare per più tempo.
In effetti solo il 62% degli uomini nella fascia di età compresa tra 55-69 anni partecipa al mercato del lavoro contro il 78% dei Paesi Ocse.
L’indagine si conclude con un’affermazione dell’economista Anna Cristina D’Addio, specialista in materia di pensioni all’Ocse:
“La situazione economica attuale e le caratteristiche del mercato del lavoro dove si assiste all’emergere di forme di precarietà nei posti di lavoro e nelle retribuzioni hanno il potenziale di ridurre i trattamenti pensionistici futuri per questi lavoratori”.
Tratto da: “Pension at a Glance 2011” – fonte OCSE
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Giappone – alcune considerazioni sui tragici eventi

Le notizie sul tragico evento accompagnano, innanzitutto, un nostro pensiero di solidarietà e condoglianze verso tutto il popolo giapponese che ha perso amici ed affetti.
Ritengo che in questo momento sia difficile formulare delle stime sui danni e le conseguenze di quanto sta avvenendo in Giappone.
La regione colpita è molto differente da quella di Kobe (1995); è una zona principalmente rurale. Occupa, però, diversi produttori di componenti di informatica.
Sicuramente, nel breve, l’impatto sull’economia sarà negativo e la produzione subirà una riduzione.
Saranno molto importanti gli interventi della Banca del Giappone che ha già annunciato misure di allentamento supplementari; gli eventi certamente esigono che la Boj  abbandoni la timidezza e tenga provvedimenti coraggiosi. 
Un ruolo chiave sarà l’evoluzione dello yen che non ci si aspetta in apprezzamento a differenza di quanto avvenne nel 1995.
Il sell-off azionario giapponese, potrebbe essere un fenomeno di breve termine; le azioni giapponesi erano relativamente economiche prima del terremoto e adeguatamente prezzate in uno scenario pessimistico.
I mercati, però, hanno reagito con molta emotività e potrebbe proseguire per molto. 
Taiwan e Corea potrebbero beneficiare delle difficoltà del Giappone supplendo al calo dell’offerta.
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CCT EU – Che cosa sono?

Da alcuni mesi sono quotati dei titoli a tasso variabile denominati CCTEU.

I clienti più attenti chiedono informazioni in merito. Che cosa sono i CCTEU?

I nuovi Cct sono titoli obbligazionari legati all’andamento dell’euribor a 6 mesi. Queste obbligazioni ultime arrivate avranno un aplomb più europeo e, a rigor di logica, quotazioni più stabili.

I vecchi Cct, invece, hanno la cedola anch’essa variabile ma legata all’andamento dei Bot semestrali più uno spread.

Viene spontaneo chiedersi: meglio i nuovi o i vecchi?

Anche se mi è capitato di leggere pareri fortemente discordanti in merito è difficile dare una risposta.

I nuovi, sicuramente, sono legati ad un indice molto trasparente che per questo motivo li fa privilegiare e non risulta legato a nessuna asta (Bot) ma all’andamento dell’euribor per l’appunto.

Una attenzione dovrà essere presa nei confronti di quelle obbligazioni aziendali che prevedono una revisione trimestrale e, quindi, più flessibili alle variazioni dei tassi, in particolare, in questo momento di rialzo dei tassi.

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Ancora sulla tassazione dei fondi comuni

Nel testo definito “Milleproroghe” è compresa la riforma del regime di tassazione dei fondi comuni dal maturato al realizzato.
Quello che pochi dicono è che sul sistema gravano crediti d’imposta per 4,5 miliardi di euro.
Molti fondi italiani, pincipalmente azionari, si sono ritrovati con una incidenza di crediti d’imposta rilevante, anche superiore al 30% del loro patrimonio.
Il risparmiatore si domanda come verranno recuperate queste perdite?
I gestori di fondi con rilevanti crediti di imposta hanno dovuto ricorrere all’indebitamento o a strumenti derivati all’insaputa dei sottoscrittori.
In molti casi i portafogli erano sottoinvestiti e questo ha frenato le performance.
Esistono ancora molti dubbi e incertezze sulla compensazione dei crediti.
Il risparmio gestito, intanto, continua a sottigliarsi; come sarà fino al 1 luglio?