Spread High Yield

Il grafico che riportiamo è quello relativo agli spread delle obbligazioni High yield. Le considerazioni che vengono fatte sono relative ad una crescita Statunitense inferiore alle aspettative. Chi avrà ragione?

Fonte: Gsam

Notizie curiose.

Ben nove Banche Centrali hanno tagliato i tassi a marzo. Ma la cifra più curiosa sta nel fatto che sono stati immessi nel mercato ben 24 mila miliardi di Usd dal fallimento di Lehman Brothers.

Fonte: JPMorgan AM

Il mappamondo etico

Dopo le stelle, il mappamondo etico. Morningstar rende disponibile il giudizio di sostenibilità su 21000 fondi ed etf. Maggiori approfondimenti sul sito italiano di Morningstar e su Plus Il Sole 24 Ore.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

Il club dei tassi negativi

L’infografica di questa settimana mostra il numero crescente di banche centrali che adottano una politica di tassi di interesse negativi. Viene spontanea una domanda: come facciamo a remunerare i nostri risparmi? Forse è il momento che un consulente vi aiuti?

 

Fonte: Goldman Sachs AM

Cari risparmiatori

Dedico questo post a tutti i risparmiatori. Vorrei fare alcune riflessioni sulle turbolenze di mercato che stiamo vivendo. Molti stanno pensando a quando investivano in Titoli di Stato (Bot); un tasso e una scadenza definita da rinnovare dopo 3 o 12 mesi. Oggi non è più così. Nella fattispecie i Bot hanno un rendimento sottozero.

 

Ma anche molti altri titoli hanno una situazione simile tanto che si parla di oltre 5000 mld con rendimenti sottozero. 

 

Tanto che qualcuno incomincia ad affermare di trovare una sistemazione sotto il materasso. L’infografica qui sotto mostra i movimenti dei mercati e li commenta in breve, secondo l’opinione di JpMorgan. Questi ampi sali e scendi non permettono sicuramente una sorta di “trading” sul portafoglio dei clienti.  Si rischia di fare danni ancora maggiori dallo stare fermi. Nel DNA del risparmiatore non esiste ancora la volatilità dei mercati. Esulta con risultati eccellenti e sprofonda nella disperazione quando tutto scricchiola.

 

Ma allora che cosa di deve fare? 

 

Innanzitutto, il panico è cattivo consigliere. Rivedere i propri investimenti e parlare con il proprio consulente è sicuramente utile. Agitarsi e voler vendere tutto è la cosa più sbagliata. Perchè sto facendo queste affermazioni. Sono sul mercato da ormai parecchi anni; le crisi conosciute sono diverse e le agitazioni dei clienti molte. Vi voglio raccontare una storia. Nel 1993 lo Stato Italiano emetteva il primo Btp trentennale. Allora ero un dipendente di Banca in una zona dove esisteva una “Cassa Peota”. I tassi di remunerazione erano oltre il 10%. Esistevano ancora le “Lire” e un miliardo era una bella cifra. Il titolo obbligazionario di cui vi parlo quotava sotto la pari, la cedola erogata era del 9%. (ancora oggi paga il 9% fino al 2023 e quota a circa 157). Secondo Voi che cosa avrà fatto il risparmiatore/investitore quando il suo  titolo incominciò a ballare? Vi propongo di fare due conti: a quanto ammonterebbero le cedole percepite sino ad oggi? e la plusvalenza a quanto ammonterebbe? Come vedete non stiamo parlando di azioni ma di investimenti obbligazionari e, nella fattispecie di un titolo governativo. Caro risparmiatore affidarsi ad un buon consulente è sempre più necessario. Ricordati che sbagliare è tipico di chi lavora ma sbagliare di meno è meglio per le vostre finanze.

 

 

Recessione negli Stati Uniti

Si parla di spettro recessione negli Stati Uniti sul Sole 24 Ore dei giorni scorsi.
L’infografica di M&G Investments mostra chiaramente quali sono le probabilità di tutto ciò.
“La valutazione con una tecnica quantitativa su una gamma di serie temporali non offre attualmente un’indicazione diffusa di probabilità di recessione particolarmente elevate. Tuttavia, l’elemento di disturbo è il segnale proveniente dalla produzione industriale, che ha storicamente avuto buon successo nel prevedere recessioni in modo accurato.”
Scacciare lo spettro sarà la chiave di volta di policy maker ed investitori.