Il Qe sembra aver riportato la fiducia.

L’Italia non fa eccezione in questo contesto, come si può osservare nel grafico di sintesi in basso a destra, nonostante una piccola correzione nell’ultima rilevazione di maggio.
Il sentiment, quindi, sembra aver sinora beneficiato dell’effetto Qe. Se è vero, come sosteneva Kenneth Arrow, che “la fiducia è l’istituzione invisibile che regge lo sviluppo economico”, quest’ultimo potrebbe arrivare (speriamo) dopo l’estate.

Fonte: Lavoce.info – Stefano Di Colli

Strategie alternative

Questa diapositiva illustra alcuni dei benefici che si possono ottenere aggiungendo le strategie alternative a un portafoglio diversificato. Il alto a sinistra la tabella mostra i ritorni annualizzati di 1 anno, 3 anni e 5 anni relativi alle diverse strategie. 
La parte inferiore, sempre a sinistra, mostra la tipica ripartizione di un investitore istituzionale.
Il grafico a destra mostra i benefici quando sono aggiunte le strategie alternative ad un portafoglio di azioni e obbligazioni in peso variabile. 
Questo studio dimostra che l’aggiunta di strategie alternative, tra cui gli hedge fund, private equity e immobiliari private, aumenterà il ritorno e, marginalmente avverrà anche la riduzione del rischio.

Fonte: JpMorgan AM


		

Domani sarà troppo tardi.

Si
parla molto di robo-adviser, di Tecnologia, di Tablet, di Finanza 2.0 ma il
risparmiatore è all’altezza o è rimasto indietro? Quanta consapevolezza c’è
nell’investire? Quanto è capace (risparmiatore) di discernere tra un
investimento e l’altro?
Mi
capita spesso di sentire: “non ho tempo”, “oggi devo andare in palestra”, “non
posso perché sto giocando a golf”. 
Oppure: “Io non voglio rischiare” e gli
investimenti sono, ad esempio, in titoli subordinati o azionari.
Caro
risparmiatore il mondo è cambiato; non è più il tempo di guardare con lo
specchietto retrovisore.
I
tuoi risparmi sono più che importanti e oggi, per me, molto di più.
L’epoca
dei tassi a due cifre non esiste più e ogni giorno che passa è un giorno di
mancati guadagni.
Non
è più il tempo della “pacca sulle spalle” e dei “non preoccuparti”.
Oggi un
conoscente mi raccontava che le sue azioni nel giro di poco sono state
svalutate e, nonostante ciò, ha ricevuto le massime rassicurazioni.
Caro
risparmiatore è giunto il momento di aprire gli occhi. Domani sarà troppo
tardi.
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Are returns turning?

Oggi, per sperare in rendimenti più soddisfacenti ci si è spostati sulle azioni. Ma per ora è stato fatto poco e tardi, perché le azioni fanno paura dato che il loro valore oscilla di più. Come ci ricorda Fabrizio Galimberti (Plus24 del 4 aprile 2015, p. 14): “i prezzi delle azioni sono grumi dei profitti a venire e, mancando la capacità di guardare con sicurezza a quel che succederà, l’adeguatezza tra prezzi e profitti prende a misura i profitti presenti”    (cfr. tabella con i dati dello S&P 500).
La tabella mostra la crescita dei profitti su 15 anni generati dai titoli dello S&P 500. E tuttavia, anche se si considera l’indice Wilshire 5000, quello più largo preferito da Galimberti, si deve concludere che: “si notano, per la prima volta da molto tempo, segni di una qualche sopravvalutazione delle quotazioni di Wall Street”. Di qui il dilemma tra azioni forse care e titoli “sicuri” che offrono rendimenti quasi nulli. Oggi questo dilemma viene risolto offrendo prodotti multi asset che, in certo qual modo, “rendono meno evidente la presenza di azioni in quanto sono nascoste al loro interno”. La rendono meno evidente perché la loro scelta è lasciata al gestore, non è responsabilità diretta del cliente finale. Ma la paura resta sotto traccia, perché è intuitivo che il rendimento soddisfacente dei prodotti multi asset è ottenuto grazie alla presenza parziale di titoli azionari. 
La morale di tutta questa storia è che non ci sono più porti assolutamente sicuri, rifugi tranquilli dove mettersi l’animo in pace per lungo tempo (si pensava che questo avvenisse con le case, ma abbiamo visto come la “grande illusione” sia svanita per sempre). Ecco perché parlo ora di paure. Perché di questi tempi, per la prima volta da quando io ho memoria, è più che mai importante “imparare a controllare le paure”. E cioè non soffrire e non gioire né per le discese né per le salite perché saremo costretti ad avere portafogli più volatili. 
Fonte: I Soldi in Testa – Prof. Legrenzi