E’ più rischioso affidare il denaro ad un promotore o ad una banca?

Sono regolarmente iscritto all’Albo dei Promotori Finanziari con delibera n. 13514 e  ho un passato ventennale di dipendente bancario.
Spesso si alimenta una diffidenza nei confronti dell’attività del consulente ma, alle luce dei numerosi interventi della Banca d’Italia oltre che della BCE, nei confronti di molte banche, viene spontanea una domanda: 
E’ più rischioso affidare il denaro ad un promotore o ad una banca?
Qui di seguito troviamo l’elenco delle procedure di amministrazione straordinaria del Bollettino emesso dalla Banca d’Italia, alla data del 20 luglio 2015.
Per correttezza riprendo,  dalla relazione annuale della Consob di quest’anno, le sanzioni nei confronti dei promotori.
Per ultimo, ma non meno importante, come funziona il Bail-in e gli strumenti soggetti a questa procedura, con due infografiche, tratte dal sito della Banca d’Italia.
Ai risparmiatori la loro sentenza.

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La globalizzazione

Per chi non se ne fosse reso conto e continuasse a ricordare il passato, quando i rendimenti erano ancora a due cifre, ecco una interessante infografica sull’evoluzione dell’universo investibile dal 1970 al 2010. Ma soprattutto la possibilità di costruire il proprio portafoglio basato su una nuova geografia.

Fonte: Capital Group

“Quiet period”

I giorni del silenzio. Nessuna dichiarazione per chiarire il rebus dei tassi di interesse americani.
La partita si gioca sull’interpretazione dei dati.
L’infografica del Sole 24 Ore di ieri mostra gli impatti della probabile, ma non sicura, stretta della Fed.

Infografica: Il Sole 24 Ore

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The language of saving

Molte persone rimandano i compiti che percepiscono siano sgradevoli. Tuttavia, le conseguenze di non completare il compito può essere spesso più sgradevole del compito stesso.
Per esempio, se continuate a tralasciare l’apertura di un piano previdenziale integrativo, perché non si vuole risparmiare o non potete dedicare 10 minuti, dovete prendere in considerazione questo scenario ipotetico:
DIECI ANNI DI RITARDO 
Nota: Questa illustrazione non rappresenta investimenti particolari né considera l’impatto delle imposte. Il tasso ipotizzato del 6% di rendimento non è garantito; si tratta di un esempio illustrativo di un rendimento medio di lungo termine di un investimento equilibrato in azioni e obbligazioni. I rendimenti di mercato non sono costanti e oscilleranno annualmente. 
Fonte: Vanguard – ricerca studio di Keith Chen, economista comportamentale presso la UCLA 

Dove vorreste aver investito?

Tre soluzioni di investimento diverse per un periodo abbastanza lungo; dal novembre 1999 ad oggi.
Voi dove vorreste aver investito?
Il risparmiatore, di norma, si dimentica o non gradisce l’investimento graduale comunemente chiamato piano di accumulo.
Soprattutto, non gradisce la volatilità dei mercati; come quella vista in questi giorni.
Eppure, la volatilità è un evento normale nei mercati.
Qui sopra vediamo l’andamento grafico di tre fondi; uno tranquillo e gli altri due molto volatili.
Se avessimo investito in unica soluzione i risultati non sarebbero stati così eclatanti.
Ma se, invece, il nostro investimento fosse stato graduale e continuo nel tempo i rendimenti variano da un minimo del 2,74% annualizzato ad un massimo del 6,04%, sempre annualizzato.  Nelle simulazioni, qui sotto, vediamo che a fronte di un investimento di 19.100,00 euro avremmo un controvalore di 31.512,58 € nella soluzione migliore. Questo risultato appartiene al fondo rappresentato, nel grafico qui sopra, dalla linea blu.
Che cosa vogliamo dire con questa analisi. Spesso rincorriamo le performance, ci illudiamo dei rendimenti passati, dimentichiamo la volatilità dei mercati e rimaniamo scontenti dei nostri investimenti. 
I fondi selezionati non sono i migliori, la scelta della simulazione è stata puramente casuale, ovvero, la società permetteva la simulazione di un piano di accumulo.   
Anche negli investimenti ci vuole metodo e pazienza; il tempo è uno degli elementi essenziali.
Porsi degli obiettivi, negli Stati Uniti si usa il termine “goals”, diventa essenziale.
Allora benvenuta volatilità; chi è saggio e ha capito saprà sfruttarla.

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Cosa fare durante volatilità dei mercati? Forse nulla

24 AGOSTO 2015

Se si sta guardando la recente correzione del mercato e ci si chiede cosa fare, si deve considerare e capire la volatilità invece di cambiare il proprio piano finanziario.
Spesso, la cosa più saggia da fare, durante i periodi di estrema volatilità dei mercati, è quello di rimanere con il piano di investimenti che avete già studiato, osserva Bill McNabb, Presidente Vanguard e amministratore delegato. 
“I mercati azionari hanno tratto guadagni considerevoli nel corso degli ultimi sei anni. Tali battute d’arresto, sono sicuramente snervanti, ma inevitabili”.
Una prescrizione “non fare nulla” potrebbe essere difficile da “ingoiare”, se siete stati presi alla sprovvista dalla recente volatilità. Ma il signor McNabb fa notare che nessuna azione è una decisione attiva, e può essere la decisione giusta per raggiungere gli obiettivi finanziari a lungo termine.
Qui ci sono alcune semplici regole per aiutarvi in questo attacco di febbre:
  1. Riconoscere che la volatilità e le correzioni periodiche sono comuni nei mercati azionari.
  2. rimuovere l’emozione e continuare ad investire;
  3. cercare di non guardare i vostri conti ogni giorno. E ‘inutile e può fare più male che bene

Se si investe regolarmente attraverso la detrazione sullo stipendio, un piano di investimento automatico, o di un fondo target-date, si deve considerare la volatilità del mercato un aiuto all’obiettivo da raggiungere.
Se il vostro portafoglio è ampiamente diversificato e si ha il giusto equilibrio per gli obiettivi prefissati, orizzonte temporale, e livello di rischio appropriato e adeguato, attaccare è una mossa saggia.
“Perché nessuno sa cosa ci riserva il futuro, una strategia globale e diversificata può essere vantaggiosa rispetto  a spostare troppo in qualsiasi direzione”, afferma McNabb. 
Fonte: Vanguard
  • Tutti gli investimenti sono soggetto al rischio, tra cui la possibile perdita del denaro di chi investe.
  • La diversificazione non garantisce un profitto e/o protegge contro una perdita.