Ieri come oggi

Il post è stato pubblicato il primo dicembre 2011

Le 3 D: Disorientati, depressi, demotivati (risparmiatori).

Prendo spunto da alcuni articoli di rassegna stampa che ho letto in questo fine settimana.
Innanzitutto, vorrei sottolineare che a differenza di quello che si dice “Investire non è un gioco” e aggiungo che l’ “indipendenza – dipende da noi”.

 

Fatte queste due precisazioni, vorrei evidenziare che, in questi giorni difficili, dove le notizie si rincorrono e si smentiscono dopo pochi secondi, non è facile fare consulenza.
L’investitore, o meglio il risparmiatore è disorientato, depresso e demotivato.
Allora cosa fare: star fermi, liquidare, mettere i soldi sotto il materasso, richiedere assegni circolari?
La cautela rimane d’obbligo ma un consiglio semplice si può sempre dare: serve razionalità, obiettivi precisi e diversificazione.
Ho letto alcuni articoli, nel fine settimana, che mi hanno lasciato perplesso:
  1. Il primo trattava di bond del Nord Europa: oltre alle vicissitudini dei bond bancari irlandesi, rimborsati per pochi cents di €, si aggiunge un altro problema a tutti coloro che hanno titoli in corone islandesi. La Banca Centrale Islandese ha adottato un doppio regime di quotazione delle corone. E’ evidente che questo doppio regime sia a tutto svantaggio di chi detiene corone islandesi frutto dei numerosi bond Bei in questa valuta.
  2. Il secondo evidenzia che molti investitori improvvisati si avventurano nel trading online in questi momenti di turbolenza. Ma quello che lascia più perplesso sta nel fatto che questi investitori improvvisati sono persone che hanno perso il lavoro.
  3. Il terzo parla ancora di obbligazioni emesse da Arkimedica, società che ha chiesto il 26 ottobre scorso la procedura concorsuale di concordato preventivo.
Non vorrei commentare gli articoli che mi lasciano perplesso in prima persona come risparmiatore ma, principalmente, come consulente.
Ma spesso dimentichiamo le regole e i metodi che ci spingono ad investire.
Warren Buffett, molto noto come il guru di Omaha, ricorda sempre che investe su ciò che conosce bene.
Alla luce di quanto si legge e mi capita di vedere sui portafogli dei risparmiatori, i risparmi vengono dilapidati anziché farli crescere. Certamente stiamo vivendo momenti molto particolari, le certezze non esistono più come non esiste più il free risk.
Ho detto poc’anzi che qualche consiglio si può ancora dare: effettuare una sana e corretta diversificazione.
Diversificare non significa avere tanti prodotti e nemmeno polverizzazione gli investimenti.
Una corretta diversificazione si può effettuare utilizzando dei metodi e avvalendosi di persone preparate.
La poca informazione, scarsa educazione finanziaria, molta improvvisazione e “fai-da-te” non permettono di raggiungere gli obiettivi.
Aggiungo che, l’estrema diffidenza verso il risparmio gestito, che sicuramente ha molte colpe, ha permesso a tanti risparmiatori di non incorrere nei numerosi e ormai sempre più frequenti default.