L’isola felice delle gestioni separate – che cosa sono?
Trattasi di polizze di investimento tradizionali collegate ad una gestione cosiddetta “speciale”; sono prodotti vita tradizionali rivalutabili ed a capitalizzazione.
Buona parte degli investimenti del portafoglio sono in obbligazioni: governative e non.
Assicurano un ritorno positivo in qualsiasi tipo di mercato e, per questo, potremmo definire un investimento decorrelato.
I rendimenti sono quasi sempre costanti nel tempo ma, la particolarità più importante, soprattutto in questo particolare momento, sta nel fatto che le attività non sono valutate al “fair value” ma al valore d’acquisto. L’assicuratore decide di volta in volta quali plusvalenze far emergere vendendo le attività sottostanti.
E’ una forma di investimento che ormai sempre più viene, peraltro, utilizzata anche da investitori professionali.
L’assicuratore è obbligato, inoltre, ad accantonare una quota del proprio patrimonio come margine di solvibilità, in una misura pari ad almeno il 4% delle risorse in gestione.
Trattasi di una gestione che deve rispondere alle seguenti normative:
– normativa che impone di disporre in ogni momento di attivi sufficienti e congui a copertura degli impegni assunti;
– normativa sulla costituzione di riserve aggiuntive per garantire gli impegni assunti;
– normativa prudenziale sulla determinazione e valutazione delle attività;
– normativa che limita la tipologia degli investimenti e stabilisce i massimi di ciascuno di essi;
– normativa sul margine di solvibilità che obbliga le imprese a detenere un livello di patrimonio libero, in aggiunta alle riserve tecniche, per eventuali perdite inattese.
A tutte queste caratteristiche si aggiungono quelle tipiche del contratto di assicurazione:
– differimento del capital gain al momento del disinvestimento;
– opzione di decumulation: ogni contratto assicurativo per sua natura può consentire una rendita;
– può essere utilizzato come strumento di pianificazione successoria (benefici fiscali);
– le figure contrattuali di norma possono essere persone fisiche e giuridiche;
– impignorabilità e insequestrabilità delle somme (vedi codice civile art. 1923).
Sono esenti dall’imposta di bollo introdotta dal Governo Monti con il decreto “SalvaItalia” e, pagano una imposta sui guadagni che si colloca a metà strada tra il 12,50% dei titoli di Stato e il 26% delle obbligazioni bancarie.
Molte compagnie e collocatori, però, stanno limitando le sottoscrizioni o, perlomeno, puntano su prodotti ibridi dove una parte sarà soggetta ai rischi dei mercati.Se siete interessati, ne possiamo parlare.