Quindici anni fa iniziava la mia carriera come consulente. Eravamo in piena euforia borsistica; la massaia comperava un titolo la mattina e lo rivendeva il giorno dopo al massimo, con un guadagno di 2 cifre.
Ho ricollegato questi 15 anni ad un fondo che in maniera strepitosa macinava performance. Ma, come sempre succede, prima la corsa a comperare qualcosa di esclusivo poi la corsa a vendere.
Tutti quei risparmiatori che, “accecati” dalle performance passate, ma poi delusi hanno venduto in perdita o al massimo senza nessun guadagno, farebbero bene ad andare a vedere le quotazioni attuali del loro investimento.
Qualcuno ricorderà il nome “Special Europe”, oggi modificato, della società Svizzera Julius Baer. Come si vede nel grafico sottostante i prezzi odierni superano di gran lunga quelli del 2000.
Sono due le considerazioni che vorrei fare oggi:
– investire significa anche credere nelle aziende e, invece di disinvestire, come molti risparmiatori negli anni successivi hanno fatto, sarebbe stato utile incrementare le proprie posizioni;
– il rendimento rimane l’attrattiva principale e, oggi che i tassi sono pressoché a zero, si rincorre nuovamente la performance senza valutarne i rischi dell’investimento.
Gli errori del passato non si devono ripetere; investire significa pianificare il proprio ciclo di vita con i bisogni e le proprie esigenze.
