Finanza comportamentale – un esempio


La tabella riportata mostra come oggi i titoli considerati più sicuri, cioè i titoli di stato doppia AA (britannici e statunitensi) e quelli tedeschi (tripla AAA) diano appunto un senso di sicurezza perché sono stabili, e ci renderanno molto probabilmente il capitale prestato, appunto perché sono AA o AAA. E tuttavia quelli tedeschi, i più sicuri, hanno un difetto impensabile fino a poco tempo fa: non rendono nulla. Quindi siamo costretti a scambiare sicurezza e stabilità con rendimenti nulli. Anche quelli italiani, diffusi tra i nostri risparmiatori, pur essendo più rischiosi (tripla BBB), offrono cedole risibili rispetto a quelle di un tempo, nel lungo trentennio della progressiva discesa dei tassi. Non tutti i risparmiatori sono disposti a questo scambio anche perché per decenni si è contato sulla regolarità di cospicue cedole per integrare il reddito. La paura, e il conseguente desiderio di sicurezza, si accompagnano oggi a rendimenti che sono quasi nulli e talvolta sono negativi: questi titoli sono diventati molto costosi pur di approdare alla sicurezza. E tuttavia basta che i tassi salgano un po’ e questi titoli scenderanno: questo è quello che in inglese si chiama “negative skew”, una possibile deviazione di valore verso il basso, assai più probabile di un ulteriore rincaro. Tutto ciò è pericoloso e gli inglesi paragonano il “negative skew” al “chinarsi a raccogliere le monetine di fronte a uno schiacciasassi che avanza” (Economist, Buttonwood, Skewiff, 21 marzo 2015). Se scenderanno di valore, si dovrà tenerli fino alla scadenza e accontentarsi nel frattempo di rendimenti bassissimi. Ma le scadenze possono essere lontane. E così questa parte dei portafogli si comporterà, sebbene per motivi diversi, in modo simile ai nostri investimenti immobiliari.  La paura è soggettiva e temporanea, ma i pericoli che da essa discendono sono concreti e duraturi!

Fonte: I Soldi in Testa – Prof. Legrenzi

2 thoughts on “Finanza comportamentale – un esempio

  1. Che la situazione sia questa è un dato di fatto.
    Il come muoversi in alternativa un po' più complesso da trasmettere agli investitori, non foss'altro perché da un punto di vista psicologico i livelli attuali dell'EQUITY, sono un freno all'investimento.
    Lavorare oggi con uno strumento flessibile, che punta alla correzione dell'Equity, accompagnato da uno strumento che punta al rialzo, reputo un'ottima soluzione per non rimanere invischiati nell'ovvia riduzione di valore dei bond ed ottenerne altresì un ritorno migliore.

  2. A parole è molto facile; da un parte il risparmiatore cerca rendimenti di breve periodo e dall'altra il gestore, che è una persona e può anche sbagliare, guarda più lontano. Una domanda: Quanti risparmiatori hanno, comunque, la possibilità di accedere a tali soluzioni?

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