Sotto l’ombrellone.

“Perché gestiamo male i nostri risparmi” è la recente pubblicazione
del Prof.Paolo  Legrenzi, coordinatore del Laboratorio di
Economia Sperimentale Swiss & Global dell’Università Ca’ Foscari di Venezia,
che consiglio di leggere.

Coccolato dalla brezza marina
stavo leggendo il libro quando, il vicino di ombrellone, mi domanda: E’
interessante?
Era, in effetti, una domanda per  allacciare un discorso.
Professionista, scarsa conoscenza
di finanza (a mio avviso)  ma con la
passione di “giocare in borsa”.
Mi confida i suoi investimenti e
il suo cruccio: le perdite negli anni sono incrementate e non sapeva come
muoversi. Mediaset, Telecom Italia e Stmicroelectronics erano i principali
titoli in portafoglio acquistati da ormai più di dieci anni.
Dare dei consigli sotto
l’ombrellone senza conoscere chi si ha di fronte non è facile; soprattutto non
si conosce il profilo di rischio e tutto ciò che richiede la normativa Mifid.
Così ho consigliato di chiamarmi,
al mio rientro, per una analisi approfondita.
Non so se mi chiamerà, ma nel
frattempo ho selezionato i titoli in questione: 
la perdita dall’agosto 2007 ad oggi variano dal – 31% al – 62% (i titoli
sono stati acquistati nel 2000). La correlazione a tre anni tra i titoli è
moderata mentre il rischio, calcolato con la deviazione standard, è notevole
(valori dal 30 al 44).
Tutti conosciamo il mercato
italiano; molto distante dai massimi, focalizzato principalmente su titoli
bancari e assicurativi.
Vendere tutto? Comperare altri
titoli per mediare?
Forse si, forse no. “Giocare in
borsa” non è il mio modo di approcciare il risparmiatore, con il quale si deve
instaurare un rapporto di fiducia. Sono, però, convinto che i rischi che si
prendono devono essere monitorati e le scelte dei titoli non si fanno
banalmente durante le chiacchiere al bar.
Sentire che è opportuno andare
“short”, comperare commodities o Natural gas perché è ai minimi, fare trading
sulle valute  è compito di analisti e
gestori. Le scelte precludono approfondite analisi che, penso, non si possano
fare dovunque, magari chiacchierando tra amici, naturalmente tutti “esperti” di
finanza e che stanno lautamente guadagnando.
 Per investire bisogna seguire un metodo ed
esserne convinti:  il mio, ad esempio è
quello di selezionare i migliori gestori attivi. E’ il metodo giusto? Dare una
risposta affermativa è difficile perché, come su ogni soluzione di
investimento, ci possono essere i fattori positivi e quelli negativi.
Ma visto che il rapporto con il
cliente è un rapporto creato sulla fiducia e sui risparmi dobbiamo consigliare
soluzioni che sul rapporto rischio/rendimento il risparmiatore possa emergere
con risultati positivi.
Per questo ho preso in
considerazione una sicav sul mercato europeo piuttosto che su quello domestico.
Sullo stesso periodo di analisi dei titoli azionari emerge una perfomance
positiva assoluta del 13,85% ed una deviazione standard del 14,52.
Penso che ogni commento sia
superfluo.

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