La Cina oltre ad essere la seconda economia a livello mondiale e uno dei Paesi con il più elevato tasso di crescita, costituisce un mercato di primaria importanza per gli investimenti.
Anche gli investitori privati hanno acquisito via via più familiarità con le caratteristiche di questo mercato, tuttavia permangono talvolta dubbi che possono frenare o intimorire gli investitori.
Sperando che una maggiore conoscenza del tema possa essere di aiuto a chiunque potesse interessare, vogliamo, quindi, fare chiarezza sul tema delle diverse classi di azioni presenti sul mercato, o meglio sui mercati della Cina.
Le società cinesi sono infatti quotate su diverse Borse, anche al di fuori dell’Asia.
Non tutti i titoli sono denominati nella stessa valuta né sono accessibili a tutti gli investitori e vi sono differenze importanti fra i diversi mercati in termini di valutazioni, disponibilità, liquidità e condizioni fiscali.
– Azioni A: questa tipologia di azioni, scambiata sulle Borse di Shanghai e Shenzhen in renminbi, è prevalentemente riservata a investitori cinesi, fatta eccezione per alcuni grandi investitori istituzionali qualificati (QFII).
– Azioni B: consentono anche a soggetti stranieri che utilizzano valuta estera di investire direttamente in Cina. Queste sono disponibili sia nella Borsa di Shanghai (USD) che in quella di Shenzhen (HKD). La maggior parte delle società cinesi preferisce tuttavia non quotare azioni B poiché la loro registrazione è una procedura piuttosto tediosa.
– Azioni H: sono quotate a Hong Kong e vengono scambiate in dollari di Hong Kong (HKD) facilmente convertibili.
– Le azioni di tipo S, J e L sono quotate rispettivamente a Singapore, Tokyo e Londra.
– Red chip: sono società statali cinesi costituite fuori dalla Cina continentale (generalmente Hong Kong) e scambiate sulla Borsa di Hong Kong.
– P chip: sono società cinesi costituite in determinate giurisdizioni estere (Isole Cayman, Bermuda) e scambiate a Hong Kong.
– Le società cinesi quotate negli Stati Uniti operano prevalentemente in settori che prevedono restrizioni agli investimenti diretti esteri, come i media, Internet e la formazione.
– Ulteriori alternative per accedere al mercato cinese sono rappresentate dai certificati American Depository Receipt (ADR) e dalle Equity Linked Note1 (ELN).
Queste distinzioni risultano particolarmente importanti per gli investitori, in quanto i rendimenti ottenuti dipenderanno in gran parte dall’accurata selezione delle società con le migliori prospettive future e altresì delle migliori classi di azioni.
Si pensi ad esempio che l’indice MSCI China non comprende né azioni A né titoli cinesi quotati negli USA; la sovrapposizione con il mercato delle azioni H e quello delle Red chip raggiunge poi appena il 29% e il 19% rispettivamente.
I Gestori attivi possono investire in tutte le classi di azioni cinesi e, quindi, beneficiare dalle differenze che contraddistinguono i mercati azionari cinesi. La liquidità, le imposte e i costi di transazione sono fattori particolarmente influenti che tendono a presentare differenze anche importanti nei diversi mercati. Tende, inoltre, ad esserci una marcata disparità fra le valutazioni delle varie classi di azioni e quindi la flessibilità di investire in tutte le classi può consentire di trarre vantaggio dalle differenti valutazioni, in particolare in fasi come quella attuale in cui queste tendono ad essere inferiori rispetto alle medie storiche.
Infine la flessibilità è un’importante arma vincente al fine di costruire portafogli ben diversificati. Ad esempio le azioni H presentano una correlazione pari al 68% con le azioni A quotate a Shanghai e di appena il 50% con le controparti quotate negli Stati Uniti.
Fonte: Fidelity Investment International
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