C’era una volta il materasso

Vi è mai capitato di assistere ad
una discussione e sentirsi dire: “meglio il materasso”.  Oppure, di ricevere delle banconote tutte
perfette ma con odori spiacevoli?

La mia attività bancaria – consulenziale
è iniziata tanto tempo fa, quando queste modalità esistevano ancora e, con
molta diffidenza, i risparmiatori si avvicinavano allo sportello; incominciavano
ad apparire i primi bancomat e il libretto di risparmio era lo strumento più utilizzato.
Erano i tempi dei sistemi meccanizzati
Anker  e i primi computer facevano
capolino.
Di tempo ne è passato, anche se
mi sembra ieri, e non mi sento affatto “vecchio”.
Ieri mi trovavo in una sala di
attesa; mentre aspettavo la consegna di alcuni documenti, è iniziata una
discussione. Guarda caso una persona affermava: “I soldi, preferisco metterli
sotto il materasso”.
Da lì a poco la discussione si è
animata e allargata. Non vi sto a raccontare i dettagli e le disavventure
capitate, agli ignari risparmiatori.
Mi sono fatto una domanda: se
dopo tanti anni rimane ancora impresso “il materasso”, come sistema di
risparmio, c’è qualcosa che non funziona.
Eppure, ancora oggi, con questo
sistema, c’è chi detiene banconote nella vecchia lira (perché le aveva
dimenticate) , non più convertibili, c’è, anche, chi non si ricorda più dove le
nasconde (banconote).
Il risparmio è necessario per far fronte agli eventi della vita; alle
necessità presenti e future.
La cultura del risparmio esiste, anche se risulta sempre più difficile,
solo che spesso è effettuata in maniera non
corretta.
Mi ricordo, ancora, quando si
acquistavano o rinnovavano trimestralmente i Certificati di Deposito o i Buoni
Ordinari del Tesoro. Ogni giorno, si formavano file interminabili allo
sportello, soprattutto in prossimità delle aste di collocamento.
Dopo oltre trent’anni le cose non
sono molto cambiate; parlare di
pianificazione dei risparmi e di allocazione è ancora per pochi.
In effetti, le disavventure
avvenute sul risparmio  e la diffidenza
alimentata verso i Promotori Finanziari fa sì che il risparmio rimane ancora
oggetto e risorsa della Banca tradizionale o delle Poste.
Il nostro è un mestiere di fiducia; con mio rammarico, ma penso, anche,
di tanti altri colleghi che ogni giorno onestamente svolgono il proprio lavoro.
Qualcuno l’ha definito “Un nuovo Mondo” io aggiungo un nuovo modo per
investire e pianificare il nostro ciclo di vita.
Non solo investimenti ma
consulenza su esigenze specifiche; su donazioni, successioni e passaggi
generazionali ad esempio.
La valutazione degli investimenti
sotto il profilo fiscale diventa sempre più importante; se parliamo, invece, di
quiescenza o pensione è indispensabile conoscere le nuove norme della riforma Fornero.
Se infine, gli eventi di Cipro,
l’azzeramento dei bond islandesi o il default di Lehman o Parmalat, ad esempio,
alimentano i vostri dubbi se conviene investire
ancora
, non è sicuramente il materasso la migliore soluzione.
RIPRODUZION RISERVATA

4 thoughts on “C’era una volta il materasso

  1. Condivido il Tuo punto di vista e molte affermazioni mi trovano in linea con il tuo pensiero.
    La constatazione che in Italia ci sia una sottocultura finanziaria è nota da molti anni. Quando so uscito dalla Banca nel 1986 per intraprendere la professione di Consulente finanziario(non c'erano i promotori al periodo) avevo impiegato tutte le mie energie e impegno per essere preparato e dare una alternativa ai clienti che venivano da me tutti i giorni a lamentarsi. La sorpresa è stata amara e triste. E' vero che la Banca "ti frega" e devi sempre trattare ma è un luogo di ritrovo per lamentarsi in "sicurezza". E a distanza di quasi 30 anni le cose non sono cambiate molto, c'è una ignoranza tremenda tra i risparmiatori e i millantatori hanno vita facile in questo particolare contesto economico. E se vuoi fare l'onesto passi spesso per coglione. Ma resterò coglione perchè poter camminare a testa alta e senza la paura che ti volino alle spalle coltelli e pallottole per me è la mia ragione di vita. Personale e professionale. Per fortuna non tutto è così negativo. Ma non in Italia…Buona giornata. Valerio Rossi, Consulente finanziario indipendente

    • Valerio Buongiorno,
      condivido ma anch'io preferisco, come tanti altri, andare avanti con la testa alta. Continuiamo su questa strada. La coerenza e la professionalità vincerà. Ne sono convinto. A presto.

    • Mi ritrovo perfettamente con le vostre osservazioni; non solo, ma c'è anche un certo "effetto specchio" nel flashback di Valerio. E' vero, sembra non essere cambiato niente in 30 anni ma in realtà non è così. E' cambiato, nel frattempo, il mondo e la cura del proprio patrimonio, destinato a liquefarsi se non adeguatamente protetto, costringerà i pigri risparmiatori italiani a modificare radicalmente i loro comportamenti molto più velocemente di quanto possiate pensare. Ora il problema è essere realmente pronti ed adeguatamente preparati a dar loro risposte pienamente rispondenti alle loro esigenze nel modo più etico possibile. Attenzione, non gratis, perchè la vera professionalità andrà adeguatamente remunerata e se è vera sarà assolutamente ripagante. Fiducia, ragazzi, e testa alta, sempre. Ce lo meritiamo, per ciò che abbiamo fatto sinora e per quello che faremo ancora in futuro. Walter Cappello

  2. Ciao Walter,
    leggo solo ora il post. Sottolineo una parola: "pigro". Il risparmiatore in effetti è molto pigro e questa pigrizia, forse, ne è la conseguenza di molti eventi. Ne convieni?

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