In considerazione delle sue caratteristiche fisiche e del valore riconosciutogli rispetto alle sue dimensioni il diamante può essere definito la valuta “più dura” del mondo.
Un primo importante e positivo aspetto che giustifica l’investimento fisico in diamanti risiede nell’esistenza di mercati trasparenti e regolamentati fra i quali, i più importanti e famosi sono rappresentati dalle borse di Anversa, Londra e New York. Dall’esame dei dati storici si giunge a calcolare che il valore dei diamanti grezzi negli ultimi 35 anni è cresciuto in media del 10% annuo.L’andamento medio globale del prezzo dei diamanti dal 1996 al 2006, confrontato con la dinamica dell’inflazione, se ne ricava una crescita pressoché costante, senza eccessiva volatilità, del valore della pietra preziosa che ha consentito nel tempo di conservare il proprio potere di acquisto.
Tuttavia è essenziale tenere in considerazione che non tutti i diamanti sono validi per fini di investimento; è infatti necessario effettuare una scelta accurata sulla base delle caratteristiche che la pietra deve possedere, riassunte dagli esperti nelle cosiddette “5 C”: Color (colore), Clarity (purezza), Cut (taglio), Carat (peso) e Certificate (certificato).
La caratteristica certamente più importante del diamante è senz’altro il colore dato che il prezzo viene stabilito principalmente in base alla luce della pietra. Le sfumature sono le più svariate ma per un diamante da investimento è bene non scendere al di sotto del bianco con lievi tonalità. Il peso dei diamanti è dichiarato in carati e la quotazione avviene per centesimo di carato.
Il grado di purezza viene misurato dalla presenza/assenza di imperfezioni interne nella pietra e, secondo le direttive internazionali, soltanto la sfaccettatura 8-simmetrica da brillante con 57 faccette (taglio rotondo) possiede riconoscimento mondiale. Tutti i diamanti da investimento devono essere accompagnati da un certificato di garanzia universalmente riconosciuto il quale non aumenta il valore della pietra ma tutela il consumatore poiché ne conferma l’autenticità e le caratteristiche specifiche. Benché siano numerosi gli istituti gemmologi che rilasciano certificazioni, quelli riconosciuti a livello mondiale operano in maniera assolutamente neutrale e non essendo legati ad attività di compra-vendita, procedono ad una valutazione del diamante rispettando le direttive internazionali, garantiscono e rispondono della veridicità delle dichiarazioni riportate sul certificato. La presenza di documentazione ufficiale risulta inoltre indispensabile ai fini assicurativi per un corretto calcolo del premio, nonché per un’eventuale richiesta di rimborso danni.
Un diamante che rientri nella definizione “da investimento” presenta dinamiche di valore indipendente rispetto agli andamenti di qualsiasi altra asset class, in conseguenza diretta della struttura del mercato di riferimento che vede come operatore principale la De Beers Consolidated Mines Ltd. Essa, infatti, per il tramite di due società controllate, detiene una quota pari al 75% degli scambi mondiali di diamanti riuscendo a mantenere pressoché costante l’ascesa del valore delle pietre preziose abbinata ad una bassa volatilità, estraendo e vendendo quantità contingentate a seconda delle differenti situazioni macroeconomiche e potenzialità della domanda.
Tratto da: “Investimento in attività non finanziarie nella gestione di grandi patrimoni”. Autore: Andrea Lippi.
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