Un’economia più onesta

Gli eventi di questi giorni
evidenziano l’esasperazione della finanza a danno, soprattutto dei
risparmiatori.
Risparmiatori traditi, perplessi
e sfiduciati.

L’altro giorno un cliente mi
chiedeva cosa fare dei suoi investimenti detenuti presso quell’Istituto; mi
raccontava che aveva ricevuto tutte le rassicurazioni, dal suo consulente. Gli
ho chiesto, visto che era stato rassicurato, perché chiedeva un mio parere. Ho aggiunto che facciamo lo stesso quando ci rivolgiamo a più medici specialisti per farci curare, creando così maggior confusione e incertezza.
Ieri, in occasione della
proiezione di un film/documentario “TerraMadre” di Ermanno Olmi e seguito da un
breve dibattito, gli interventi hanno evidenziato, come anche nell’agricoltura,
ci sia l’esasperazione delle multinazionali, dell’uso dei fertilizzanti, degli
ogm.
Il collegamento con il sistema finanziario
è stato immediato; diffidenza, sfiducia e perplessità.
Ma allora cosa fare?  Dove possiamo tenere i nostri risparmi?
Il Prof. Becchetti, docente dell’Università Tor Vergata di Roma, intervenuto alla proiezione,  sottolineava
che non tutti gli operatori sono uguali; anzi, magari a discapito del
rendimento, si possono destinare i propri risparmi.
Purtroppo, sono pochi coloro che
accettano un rendimento modesto se non nullo
; siamo continuamente alla ricerca
del guru per i propri risparmi, come scriveva ieri Marco Liera sul Sole 24 Ore.
Ma, nella mia esperienza, partecipando a seminari e convegni sulla Finanza Sostenibile, qualcosa si può
fare.
Per prima cosa non è l’etichetta che contraddistingue il buon
consulente; con il termine buono intendo, innanzitutto, che pone il
risparmiatore e i risparmi al primo posto.
Esistono realtà che si impegnano
sulla sostenibilità, per esempio attraverso la riduzione dell’impatto
ambientale e sociale delle loro attività. Detengono il più grande
impianto fotovoltaico della nazione e riciclano l’acqua piovana all’interno
delle loro strutture. Gestiscono, inoltre,  i patrimoni e operano sul mercato in maniera “sostenibile”.
Sono pionieri sugli investimenti in beni e risorse sempre più
preziose. I soci sono solidarmente responsabili con il loro patrimonio.
Forse il risparmiatore non conosce
tutto questo e continua ad anteporre il rendimento a molti altri aspetti che
forse sono importanti, anche per lui, ma la frenesia della vita moderna non
gli permette di vederli.
Cominciamo a gettare il seme e
vedremo che germoglierà.

“È meglio mettersi a danzare sotto la
pioggia o sedersi e lamentarsi perché piove?”

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