Road to Chicago – terza puntata

Incontro con Lindsey – Director of Marketing in
Morningstar.
Ci parla del consulente
statunitense e del rapporto di Morningstar con gli advisor.

Conosciamo Morningstar come una
società che da il rating a fondi e sicav. Ma, in effetti, il business è molto vario
e complesso.

Negli Stati Uniti  il consulente
gestisce oltre il 60% delle masse;  in
Italia, invece, solo il 7/8%.
In Italia il mercato è, ancora,
in mano delle grandi Istituzioni bancarie.
Viene spontanea una domanda: come
mai?
Non esiste una risposta precisa;
di sicuro la figura del promotore finanziario viene abbinata a quello di un venditore e non di una persona
professionalmente preparata a capire le esigenze del risparmiatore.
Inoltre, negli States, è appurato che i consigli di un advisor valgono il denaro
pagato dai risparmiatori
.
Questo non viene, ancora,
percepito dal risparmiatore italiano che guarda molto ad investimenti a breve
termine, lasciandosi sfuggire molte opportunità.
Uno dei motivi consiste nel fatto
che “i figli del baby boom” statunitensi  non hanno il sostegno del welfare e devono,
perciò, arrangiarsi. I loro obiettivi non
sono, quindi, di breve termine ma di lungo termine.
In effetti, dagli studi della
Banca d’Italia negli “Occasional Paper”,
emerge che i patrimoni degli investitori italiani risultano poco diversificati;
inoltre, vengono sottoscritti molti prodotti illiquidi.
Questa professione è un mestiere di fiducia; di consigli, di
soluzioni di investimento, non di  vendita di prodotti.
Qualcosa sta comunque cambiando
anche da noi; sistemi di welfare in peggioramento, gap previdenziale in aumento
ed età pensionistica maggiore.
Come poter ottenere una buona
consulenza?
Serve pianificare gli obiettivi,
non farsi prendere dal panico e, soprattutto, non essere irrazionali; negli
investimenti ci vuole metodo e professionalità.
Tutto questo è possibile con una
figura professionale che conosce i mercati, le soluzioni di investimento ed
abbia dimestichezza  nella relazione.
Come spesso dice il mio collega
Walter, “in finanza non ci sono pasti gratis”.
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