Risparmiatori Italiani presi a bond in faccia

Ieri su “La Repubblica” Alessandro
Penati ha trattato l’argomento dei bond bancari.
L’argomento è già stato trattato
abbondantemente su questo blog e, pienamente in accordo con quello che scrive  Penati, riprendo alcuni punti.
Il miraggio di una cedola elevata
porta le banche ad inondare il sistema 
dei loro bond strutturati, subordinati, ibridi, covered, convertibili:
obbligazioni che contengono complesse clausole di pagamento cedole e di
rimborso del capitale.

E’ di questi giorni il riacquisto
di titoli emessi a prezzi inferiori a quelli di emissione. Le banche offrono
70/80 cents per il riacquisto di bond emessi a 100 ma crollati sul mercato
anche a 50.
Il risparmiatore, depresso e
demotivato accetta e, in questa maniera, contiene le perdite.
Contemporaneamente ne emettono altri,
a caro prezzo, lucrando sulle commissioni.
In questi giorni viene emesso un
bond strutturato il cui prezzo, al momento dell’emissione, viene considerato
intorno a 87,00.    
L’industria finanziaria ora si
appresta a valutare i “contingent convertibles”;  bond che si trasformano in azioni quando i
coefficienti patrimoniali dell’emittente scendono sotto un livello di guardia.
Fino a che punto si vorrà
sacrificare il risparmiatore?
RIPRODUZIONE RISERVATA