Appunti di viaggio

Dopo questo inizio fiammante dei
mercati, che ci ha lasciato un po’ respirare, colgo l’occasione per rielaborare
alcuni spunti che ritengo interessanti sia per la mia professione sia per
quella degli investitori.
Ho incontrato, in questo scorcio
d’anno, alcune delle più prestigiose case di investimento.

Non vorrei parlare di previsioni,
di idee di investimento ma di alcuni spunti operativi.
Innanzitutto, oggi ci troviamo in
balia di un’offerta eccezionale di conti di deposito vincolati a tassi davvero
interessanti.  
Michael Krautzberger gestore
Fixed Income di Black Rock alla domanda circa l’offerta di conti vincolati ha
risposto che l’investitore guarda spesso al breve termine e si lascia sfuggire
tante buone occasioni e non diversifica i propri investimenti. Terminata questa
offerta si dovrà pensare a reinvestire le somme; l’investimento in obbligazioni
oltre a generare flussi di interessi simili o più interessanti riescono anche
a  creare delle plusvalenze.  Ecco il motivo per cui non ritiene interessanti
queste offerte.
Un altro argomento interessante
riguarda il mondo della consulenza negli Stati Uniti.
Tecchio Marcantonio è un
Financial Advisor di Merrli Lynch a New York; gestisce, con un team di 4
persone, da oltre 15 anni, circa  800 mln
di Usd.
La consulenza negli States è
relazione con il cliente, lavoro di squadra, contatti frequenti. La volatilità
dei mercati non è un problema per l’investitore che, relazionandosi spesso, non
si trova ad avere doccie fredde. 
Questi incontri, possono servire a ridefinire
gli obiettivi, quanto spendere, quanto risparmiare ma, soprattutto, evitare di
vendere sui minimi.
La finanza comportamentale è
stata oggetto di discussione con il Prof. Legrenzi in un incontro di Swiss and
Global, società di Asset Management Svizzera.
Il Professore ha evidenziato il
panico che invade i risparmiatori quando leggono le notizie terrificanti
pubblicate sui media. Le scelte di investimento devono essere razionali e,
dalla sua esperienza sulla finanza comportamentale, ritiene che un cliente che
fa da sé nei suoi investimenti crea più danni che risultati positivi. 
Il
risparmiatore spesso dimentica perché risparmia e quali sono i suoi obiettivi.
Trova soddisfazione nel vincere ma con tempi troppo corti senza pensare
razionalmente ai veri problemi.
Mi sto ponendo questa domanda: come mai in Italia la consulenza non riesce ad espandersi e la ricchezza rimane presso pochi intermediari?
Questione di cultura finanziaria?
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