Nei giorni scorsi ho partecipato ad un Roadshow a Bologna dove sono intervenuti importanti case di gestione organizzato da Advisor.Marco Piersimoni, Investment Advisory del gruppo svizzero Pictet, evidenziava la scarsa diversificazione nei portafogli dei risparmiatori italiani.
Da un Quaderno di finanza della Consob si legge:
“Le banche italiane sono fra le più dipendenti dalla raccolta obbligazionaria nel panorama internazionale e questa viene finanziata in misura preponderante attraverso collocamenti destinati agli investitori retail. Le famiglie italiane investono infatti una quota significativa della propria ricchezza finanziaria in obbligazioni bancarie, quota nettamente superiore rispetto a quella rilevata per le famiglie dei principali paesi industrializzati.
… Il rischio di liquidità è invece in media elevato: solo il 9% delle obbligazioni (30% circa in termini di controvalore) ha un mercato secondario realmente liquido; la scarsa liquidità sembra imputabile principalmente alla ridotta dimensione dei singoli prestiti.”
Fonte: LE OBBLIGAZIONI EMESSE DA BANCHE ITALIANE. LE CARATTERISTICHE DEI TITOLI E I RENDIMENTI PER GLI INVESTITORI N. 67 (Luglio 2010)
http://www.consob.it/main/consob/pubblicazioni/studi_analisi/quaderni_finanza/qdf67.htm
Nonostante tutto questo il 94% dei patrimoni sono gestiti dalle principali banche; patrimoni poco diversificati e poco liquidi.
Detto ciò che cosa significa “Il rischio di dire la verità”.
Mi accorgo sempre più spesso che amici e conoscenti ti chiedano qualche consiglio.
In altro post scrivevo sulle obbligazioni perpetual – il dossier di un cliente.
http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=3570910823937296533#editor/target=post;postID=8881525102887685070.
Potrei elencare molti aneddoti e richieste ricevute nel corso della mia esperienza ultratrentennale.