Luca, ieri sera mi domandava perché i nostri titoli di Stato stanno soffrendo.
La crisi dei paesi periferici, Grecia, Irlanda e Portogallo ha lentamente
contagiato anche l’Italia e la Spagna.
contagiato anche l’Italia e la Spagna.
Purtroppo, la crisi del debito sovrano di questi Paesi ha il potenziale per esercitare rilevanti effetti sistemici (ad esempio la scissione dell’Euro e il default dei titoli governativi).
Ci troviamo in una situazione che potremmo paragonare alla “febbre alta” e non riusciamo a farla scendere.
Sta di fatto che molti hanno “scaricato” i titoli sovrani di questi Paesi, tra cui l’Italia.
L’ondata di vendite, sugli asset considerati meno sicuri, sta penalizzando anche i nostri titoli di Stato a fronte di una bassa crescita e di un debito consistente.
Queste vendite massicce hanno abbassato i corsi dei titoli allargando l’ormai famoso “spread” tra i nostri btp e i bund tedeschi.
A queste vendite si può anche aggiungere la speculazione di qualche hedge fund.
Semplicemente, il mercato non si fida del debito sovrano di questi Paesi, che sono costretti, per rinnovarlo, a concedere tassi di interesse più elevati.
Solo un paio di mesi fa i nostri Btp rendevano molto meno di oggi; lo spread si aggirava sotto i 400 punti.
Il tanto amato “Bot” rendeva intorno al 3% netto; oggi, all’ultima asta, i Bot rendono il 6,50%.
Questo movimento al ribasso è stato accelerato dalle cospicue e continue vendite ma anche da acquisti di Cds (credit default swap – vedi altro articolo sul blog) sui titoli sovrani.
Questi metodi tentano di accelerare il default delle obbligazioni sovrane.
Viene spontaneo domandarsi quando finirà questa tempesta? E se andremo in default che cosa succederà?
La tempesta finirà quando arriveranno risposte adeguate e precise dai governi; sul secondo quesito, ci auguriamo che questo non succeda e che la “saggezza” prevalga sugli interessi personali dei singoli paesi.
Anche negli investimenti ci vuole il giusto equilibrio: irrazionalità e iper-ottimismo non aiutano.
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