Il risparmio gestito è molto chiacchierato per i deflussi, per le differenti tassazioni che verranno sanate dal 1 luglio, per i risultati non sempre efficienti, per i costi.
Prendo spunto da un recente incontro formativo Efpa, svoltosi presso l’Università di Padova, che verteva, appunto, sulla gestione professionale del risparmio in Italia.
Due gli elementi che vorrei in un qualche modo analizzare: efficienza (performance) e gestione attiva contro passiva.
EFFICIENZA (performance):
– l’analisi che ho voluto effettuare prende in considerazione due diversi comparti di due sicav molto conosciute e presenti da diversi anni sul mercato (circa dieci).
Chi sono: Black Rock Global Allocation e Morgan Stanley Global Brands.
Il primo rientra nella categoria dei bilanciati mentre il secondo in quella degli azionari settore beni e servizi di consumo.
Sorge spontanea la domanda: Perché sono stati scelti questi due comparti?
Dall’inizio della mia attività di libero professionista sono ben inseriti nei portafogli dei miei clienti.
Ebbene, indichiamo alcuni numeri:
periodo di analisi dal 02/01/2001 al 26/05/2011 (fonte Morningstar)
Global Allocation performance: + 36,49%
Global Brands performance: + 67,75%
Msci world performance: – 27,63%
S&P 500 performance: – 18,60%
E’ proprio vero che il risparmio gestito ha deluso? I risultati mi paiono chiari.
La seconda domanda che è corretto fare: Perché sono confrontati con gli indici Msci world e S&P 500?
Da sempre prendo in considerazione questi due indici perché li ritengo i più rappresentativi, molto correlati tra loro e possono rappresentare molto efficacemente la gestione passiva.
Per precisione sottolineo che entrambe gli indici non sono i benchmark di riferimento dei due investimenti.
Vado, quindi, ad illustrare alcune perplessità sulla gestione passiva, ovvero meglio conosciuta con gli Etf.
Gli Etf stanno avendo molto successo, almeno dal punto di vista volumi e scambi.
Il perché di questo successo sta molto sui loro costi di gestione più bassi.
Vorrei ricordare che la cosiddetta gestione passiva è una replica di un indice; la società di gestione (non esiste un gestore vero e proprio) replica l’indice di investimento a seconda dei flussi in entrata e uscita.
Ecco il perché della scelta dei due indici; inoltre, non sono stati scelti etf di alcuna società particolare per non evidenziare caratteristiche e/o performance.
Non ci sono molte considerazioni da fare visto che i numeri parlano chiaro. Piuttosto, vorrei sottolineare un aspetto; può essere efficiente combinare la gestione passiva con quella passiva?
Considero questo punto molto importante nella costruzione di un portafoglio o asset che si voglia dire.
Tenere i due investimenti, oltre che per i classici motivi della diversificazione, può essere interessante ed efficiente in mercati volatili e, soprattutto, nei mercati cosiddetti “Orso”.
Succede che i gestori possano essere corti di equity e perdere i rimbalzi dei mercati che, sono sempre più repentini.
Posso, inoltre, modificare, in maniera molto veloce il portafoglio di investimento.
Per fare tutto questo, però, serve impegno, elasticità e analisi; non sempre è possibile combinare questi tre elementi.
Concludendo, ripeto questa frase: “Investire non è un gioco”.
Serve un mix di tante pillole, quasi come un cocktail, da saper sapientemente miscelare.
E voi che cosa ne pensate?
Sono graditi suggerimenti, commenti e, anche, contradditori.
P.S.: ho a disposizione le analisi grafiche in pdf che non possono essere pubblicate sul blog.
Ci sarebbero tantissime altre considerazioni da fare ma che evito per brevità.
La presente non è una sollecitazione all’investimento.
Prima della sottoscrizione leggere il prospetto informativo.
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