Italia – punti salienti sulle pensioni – indagine Ocse

Non manca giorno dove il problema pensioni non venga trattato.
E’ la volta di una indagine dell’Ocse che evidenzia alcuni aspetti salienti del nostro sistema.
Nel 2010 l’Italia è il secondo paese Ocse più anziano, dal punto di vista demografico, dopo il Giappone.
Nel nostro paese la popolazione sta invecchiando molto rapidamente. L’invecchiamento è guidato dai tassi di fecondità bassi (circa 1,4 figli per donna rispetto alla media Ocse di 1,7 figli per donna).
Inoltre, vi è un’elevata speranza di vita sia alla nascita che all’età pensionabile.
L’Italia ha adottato una serie di riforme negli ultimi 15 anni che, sia con l’applicazione di nuovi coefficienti di trsformazione, sia con l’introduzione di un legame automatico dell’età pensionabile, che contribuiranno al contenimento delle prestazioni pensionistiche.
Il successo della riforma si basa in modo fondamentale sulla capacità di aumentare la vita lavorativa.
In sintesi tutti dobbiamo lavorare per più tempo.
In effetti solo il 62% degli uomini nella fascia di età compresa tra 55-69 anni partecipa al mercato del lavoro contro il 78% dei Paesi Ocse.
L’indagine si conclude con un’affermazione dell’economista Anna Cristina D’Addio, specialista in materia di pensioni all’Ocse:
“La situazione economica attuale e le caratteristiche del mercato del lavoro dove si assiste all’emergere di forme di precarietà nei posti di lavoro e nelle retribuzioni hanno il potenziale di ridurre i trattamenti pensionistici futuri per questi lavoratori”.
Tratto da: “Pension at a Glance 2011” – fonte OCSE
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