Nel testo definito “Milleproroghe” è compresa la riforma del regime di tassazione dei fondi comuni dal maturato al realizzato.
Quello che pochi dicono è che sul sistema gravano crediti d’imposta per 4,5 miliardi di euro.
Molti fondi italiani, pincipalmente azionari, si sono ritrovati con una incidenza di crediti d’imposta rilevante, anche superiore al 30% del loro patrimonio.
Il risparmiatore si domanda come verranno recuperate queste perdite?
I gestori di fondi con rilevanti crediti di imposta hanno dovuto ricorrere all’indebitamento o a strumenti derivati all’insaputa dei sottoscrittori.
In molti casi i portafogli erano sottoinvestiti e questo ha frenato le performance.
Esistono ancora molti dubbi e incertezze sulla compensazione dei crediti.
Il risparmio gestito, intanto, continua a sottigliarsi; come sarà fino al 1 luglio?