“Le scelte previdenziali nell’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca D’Italia” realizzato da Giuseppe Cappelletti e Giovanni Guazzarotti.
“Il lavoro esamina le scelte previdenziali delle famiglie italiane utilizzando i dati dell’indagine sui bilanci delle famiglie della Banca d’Italia sul 2008.
L’analisi si concentra sull’adeguatezza della ricchezza pensionistica delle famiglie, il grado di conoscenza delle regole previdenziali, le determinanti della scelta di aderire alla previdenza complementare e la propensione dei lavoratori a convertire in rendita la propria ricchezza al momento del pensionamento.
I risultati indicano che la ricchezza pensionistica risulta inadeguata per settori significativi della popolazione italiana.
Tra i lavoratori vi è inoltre una scarsa conoscenza delle regole della previdenza complementare, nonché una bassa consapevolezza della propria situazione pensionistica. Questi risultati confermano la necessità di potenziare l’opera di informazione al fine di promuovere il risparmio previdenziale. L’analisi mostra, tuttavia, che tali interventi potrebbero essere inefficaci per i molti lavoratori che appartengono alle classi di reddito più basse e che non hanno la possibilità di aumentare il proprio risparmio”.
Nelle stime della Ragioneria dello Stato un lavoratore che nel 2010 avesse raggiunto una pensione pari a circa il 70% della propria retribuzione nel 2040 vedrà ridotta la precentuale al 52% a parità di anni di contribuzione.
Possiamo sperare nella previdenza complementare?
I dati rinvenienti dallo stesso studio evidenziano che solo il 20% degli occupati hanno aderito ai fondi pensione per avere un trattamento integrativo.
Fonte: Occasional Papers n. 77 – Banca d’Italia
riproduzione riservata
Occasional Papers